Al grido di “LiBerté”, il grande ritorno di Loredana Berté

Al grido di “LiBerté”, il grande ritorno di Loredana Berté con album pieno di energia e anche di nostalgia con tanti riferimenti al suo passato: ecco la recensione del disco e qualche informazione sul tour dei prossimi mesi.

L’estate 2018 è stato il grande momento di rinascita di Loredana Berté, che grazie alla riuscitissima collaborazione con i BoomDaBash nel brano “Non ti dico no”, è tornata ai vertici delle classifiche italiane risultando uno dei tormentoni estivi più apprezzati della stagione, vincendo anche il premio di RTL 102.5.

Sulla scia del grande successo estivo quindi, la signora del rock italiano, ha pubblicato il 28 settembre il suo ultimo album di inediti, a distanza di 13 anni dall’ultimo “Babybertè”, che mostra indubbiamente quanto Loredana sia ancora in grado di ruggire e di esprimere tutto il suo lato artistico.

L’album è stato anticipato da due singoli “Maledetto Luna Park” e “Babilonia”, brano che è stato scartato a Sanremo 2018 (un vero peccato) con l’intenzione del direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni, di farle cantare invece una canzone scritta da Biagio Antonacci; condizione che la stessa Loredana ha rifiutato.

Recensione

Il nuovo lavoro non snatura affatto la carriera dell’artista ma anzi unisce perfettamente la sua voce roca e graffiata alle sonorità rock più moderne prodotte da Luca Chiaravalli all’interno di 11 tracce che spaziano tra i groove rock di “Gira ancora”, “LiBerté” e “Maledetto Luna Park”, alle ballad intense ed emozionanti come “Una donna come me” (scritta da Gaetano Curreri) e “Anima carbone”.

Il mix tra moderno e “nostalgia” è dato anche dalle penne che hanno contribuito alla scrittura dell’album che vanno dal già citato Curreri e da Ivano Fossati, che firma la rock groove “Messaggio dalla luna”, ai più giovani Gerardo Pulli, ex vincitore di Amici, e Fabio Ilacqua, e che confezionano un album che mostra tutta la forza e l’energia di quest’artista sempre anticonvenzionale ma assolutamente convincente.

Dopo “… e la luna bussò”, è bello ritrovare l’elemento notturno ancora molto presente sia nel titolo della traccia scritta da Ivano Fossati che nel testo di “Una donna come me” dove canta “Tu una donna come me, senza aver più il bisogno di sentirti luna”, con la volontà, espressa come detto già dal titolo, di essere fieramente libera di essere se stessa e vivere la vita appieno senza alcun rimpianto. Da sottolineare anche i cori dei bambini della scuola Oberdan di Roma, che aprono e chiudono il disco con l’intro e l’outro del disco dove inneggiano a Loredana e alla sua hit estiva “Non ti dico no”, inserita anche nella tracklist finale: Loredana ha deciso di inserirli dopo aver partecipato ad un incontro per sensibilizzare i bambini sul tema del bullismo.

Loredana in una recente intervista ha detto infatti: “Tutto è nato grazie a una suora e a un insegnante. Sentendo, infatti, un bambino che diceva al compagno ‘porti sfiga’, il docente l’ha ripreso raccontando la storia di Mimì. I piccoli hanno capito e m’hanno mandato disegni, saluti, canti registrati. Gli ho risposto con tutto l’amore che posso. Poi sono venuti al concerto e ho acquisito un pubblico nuovo. Per i prossimi 30 anni sono a posto. Anche se il disco è diretto più ai loro genitori”.

Il disco avrà chiaramente anche una sua vita live con la data zero del tour il prossimo 17 novembre al Teatro Verdi di Montecatini, per poi proseguire il 27 al Teatro Moderno di Milano, il 7 dicembre al Teatro Comunale di Vicenza, il 10 al Teatro Galleria di Legnano e il 15 al Teatro Colosseo di Torino per poi comunque raggiungere tutta Italia durante la primavera del 2019 con la speranza di vederla calcare nuovamente anche il palco dell’Ariston nel prossimo Festival di Sanremo.

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