Cos’è l’Indie italiano: istruzioni per l’uso

Il panorama musicale italiano nel corso degli ultimi due anni è stato letteralmente “invaso” da artisti provenienti dalla scena indipendente.  Le playlist dei giovanissimi ma non solo, sono popolate da Cosmo, Calcutta, Coez e questi artisti hanno raggiunto i vertici delle classifiche.  Alcuni “puristi” affermano che al giorno d’oggi non ha più senso parlare di “musica indipendente” perchè gli artisti si sono “venduti” diventando commerciali.  Altri invece sostengono che sia pura evoluzione e che l’indie-pop sia un bene che ha fatto conoscere un’altra faccia della musica ad un popolo più vasto e non solo ad una nicchia. Vediamo insieme l’evoluzione della scena indie, le sue origini, chi ne sono stati i precursori e quali sono gli artisti che oggi rappresentano questa importante realtà.

Cosa significa Indipendente

Per musica Indipendente si intendono tutti quegli artisti appartenenti alla scena underground che autoproducono i loro lavori e sono supportati da etichette discografiche “minori”. Il concetto inoltre si riferisce anche a tutti quegli artisti che vanno “contro” le logiche di mercato producendo musica libera, di qualità, non commerciale, non sottoposta alle “leggi delle Major”.

La musica indie dunque è esattamente l’opposto della musica pop. Gli artisti indie erano più attenti ai contenuti, non si preoccupavano affatto dell’estetica e soprattutto seguivano a 360° la produzione dei loro lavori. Vigevano dunque le regole del  “Anyone can do it” e “Do it yourself”.

è importante precisare che “Fare Indie” non è un genere ma un pubblico di riferimento. Oggi indipendente non è più sinonimo di alternativo, ma di autoproduzione. Infatti si intende musica autoprodotta e immessa sul mercato senza intermediazione o quasi.

Le Etichette Indipendenti

Ruolo fondamentale per la carriera di un artista lo svolge indubbiamente la sua etichetta. Per quanto concerne il mondo indie, gli artisti sono proprietari dei loro nastri e sono gestori delle edizioni. Dunque sono indipendenti anche economicamente.

Queste etichette si prefiggono lo scopo di crescere e costruire insieme agli artisti stessi. Oggi consentono agli emergenti di aprire la porta, di iniziare il loro percorso artistico. Concedono anche seconde possibilità, cosa che le Major non fanno. Ora però le etichette cosiddette minori sono diventate un preziosissimo serbatoio per le Grandi.

La Storia

La musica indipendente italiana ha una storia lunga, travagliata e nel corso degli anni ha subito forti cambiamenti tanto quasi da “stravolgere” il termine stesso di indipendente. Tra gli anni ’90 e gli anni 2000 la scena indipendente è cresciuta esponenzialmente. Questo è stato reso possibile anche grazie alla nascita e diffusione di molte etichette indipendenti.

Come i libri di storia ci insegnano prima della vera e propria Rivoluzione, c’è sempre chi getta le basi, i cosiddetti Pionieri, che seppur a loro insaputa, spianano la strada per chi verrà dopo. In Italia questo compito lo hanno avuto I Tre Allegri Ragazzi Morti, Marlene Kuntz, Baustelle, Bluvertigo e gli Afterhours (solo per citarne alcuni).

I TARM

I Tre Allegri Ragazzi Morti prendono vita nel 1994 per volere di Davide Toffolo, bassista del gruppo e tra il ’94 e il ’93 pubblicarono tre dischi autoprodotti che però non ottennero il favore della critica. Il loro primo LP però cambiò le carte in tavola e attirò alcune case editrici, in particolare la BMG Ricordi, che mise la band sotto contratto.

L’accordo con la BMG non durò molto. Infatti nel 2000 la band, fondò “La Tempesta Dischi”, etichetta indie con la quale pubblicarono i successivi album. Inoltre grazie alla loro intuizione da discografici hanno prodotto molti artisti, tra i quali, il Teatro degli Orrori, Luci della Centrale Elettrica.

Marlene Kuntz

I Marlene Kuntz emergono sulla scena alternative rock italiana a metà degli anni novanta e nonostante la formazione abbia subito spesso cambiamenti hanno riscosso moltissimo successo. Anche loro come i TARM hanno attirato l’attenzione di una Major, la Sony, che nel 2015 ha pubblicato il loro decimo album. Inoltre il 2 luglio scorso hanno partecipato al Collisioni Festival di Barolo aprendo lo show dei  Depeche Mode.

Baustelle

Nel 1996 in Toscana nascono i Baustelle, altro caposaldo della “vecchia scuola” indie. Il loro sound piace moltissimo, tanto che nel 2003 vincono la prima edizione del Premio per la musica indipendente organizzato dal Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza come “Miglior gruppo/solista” dell’anno.

Anche per loro poi è arrivato il contratto con una Major ed hanno rappresentato l’Italia alla decima edizione del festival Eurosonic nel 2009. Nello stesso anno si occupano anche della colonna sonora del film “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni. Da quel momento in poi hanno segnato la storia della scena musicale italiana.

Afterhours

Gli Afterhours sono uno dei collettivi più significativi della storia della scena indipendente; questo anche grazie alla straordinaria tenacia del leader del gruppo Manuel Agnelli. Il 1995 è un anno significativo per loro perchè Mina decide di inserire nel suo album una reinterpretazione di “Dentro Marilyn” dell’album Germi, reintitolata “Tre volte dentro me”.

Dieci anni fa questo gruppo decide che è arrivato il momento di fare un passo avanti e di uscire allo scoperto partecipando alla 59^ edizione del Festival di Sanremo. La band pubblicando l’album “Il Paese è Reale” contenente autori della scena indipendente. Comunicando che la musica che i ragazzi ascoltano davvero non è quella che passa in radio o in tv, ma è quella “di nicchia”, ovvero, indipendente. Inoltre si aggiudicano Premio della Critica “Mia Martini”.

«Sicuri di poter essere noi stessi anche all’interno di un mondo molto distante dal nostro. Indipendenti dalle major e indipendenti dalle indipendenti, senza barriere, ghetti e imposizioni da parte di nessuno. Per far conoscere a un pubblico più vasto l’esistenza di una scena fertile e ricchissima di talento» Ha dichiarato Agnelli.

La Rivoluzione Tecnologica I Cani

Gli anni 2000 sono stati anni significativi per la musica, ma soprattutto per quella indipendente.  Grazie all’era digitale e alle nuove tecnologie è stato possibile per molti emergenti registrare le loro canzoni in modo autonomo e piuttosto economico. Infatti con dei buoni strumenti tecnologici, un buon PC, microfono e scheda audio è possibile incidere nelle proprie mura di casa i brani.

L’anno zero è un vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo. Viene tracciata la linea di confine netta tra la vecchia scuola e la nuova scuola, che si avvicina nuovamente al cantautorato tradizionale e ricerca al contempo nuove sonorità e soprattutto si inizia a comprendere la grande risorsa chiamata Internet.  I rappresentanti di tutta questa rivoluzione sono I Cani.

I cani nascono da un’idea di Niccolò Contessa e sono stati coloro che hanno avviato un cambiamento radicale nel mondo indipendente.  Nel 2010 pubblicano “i pariolini di 18 anni” e “Wes Anderson” su SoundCloud e YouTube. In brevissimo tempo diventano virali diventando un fenomeno mai visto prima nella scena indie.

Rompono la scena tradizionale, producono punk ma con strumenti totalmente elettronici. Scrivono pezzi che non sono mainstream perchè trattano tematiche come la droga, gli attacchi di panico.

La Band decide di firmare poi un contratto discografico con la 42 records una delle etichette più importanti e operative della scena indie.  “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”, il loro primo album, raggiunge la terza posizione nella categoria “Opera prima” delle prestigiose Targhe Tenco.

Il cantautore Contessa mantiene l’anonimato fino al  2011, quando durante l’esibizione con l’Ancien Régime al MI AMI Festival decide di togliersi il sacchetto di carta dalla testa svelando così il suo volto. Il resto è storia e questa band continua ad essere particolarmente viva sulla scena musicale.

Indie 2.0

Come sottolineato prima gli anni duemila hanno segnato un nuovo inizio per la realtà indipendente. Questa nuova generazione di artisti 2.0 è nata dalle ceneri del mercato discografico e ha portato innovazione e nuova fioritura. Oggi la scena indipendente è fortemente contaminata dal pop, ma non ha più l’accezione negativa di un tempo.

Oggi essere pop significa essere popolari e la nuova scena lo rappresenta in tutte le declinazioni possibili raggiungendo un pubblico più ambio e non solo la nicchia. Gli artisti indie sono tutti figli della generazione attuale e la rispecchiano e descrivono perfettamente. Questa è la chiave del loro successo.

Calcutta

Questa nuova visione di Indie è perfettamente espressa da Calcutta che ingloba in sè il filone cantautorale, sperimentale, elettronico con l’anima pop. Edoardo D’Erme ha creato un nuovo modo di fare pop. è passato dai locali di Latina all’Arena di Verona in poco tempo, neanche un battito di ciglia.

Nel 2015 inizia il sodalizio artistico con Niccolò Contessa de “I Cani” e il singolo “Cosa mi manchi a fare” raggiunge un milione di views in un solo mese. L’album “Mainstream”, dal nome profetico, è boom di vendite e “Oroscopo”, in collaborazione con Takagi & Ketra viene certificato platino.

Il suo terzo album si chiama “Evergreen” e contiene molti singoli di successo tra cui “Kiwi”, “paracetamolo” e “pesto”. Calcutta è il simbolo di questa nuova era dell’indie che piano piano sta conquistando tutti.

Gazzelle, Galeffi, Cosmo e Carl Brave

Altri esponenti di questa nuova era sono sicuramente Galeffi, Gazzelle, Cosmo e Carl Brave. Cosmo è unico nel suo genere, il suo primo disco non ebbe il successo sperato, ma la 42 Records continuò a credere in lui e gli fece pubblicare il secondo album.

La sua esperienza da solista inizia nel 2012 e attualmente ha pubblicato tre album. Nel 2017 “Sei la mia città” riscuote molto successo e lo porta in tour per tutta Italia.

“Non è un caso che mi sia venuto un pezzo in cui si parla di tornare a casa e di viaggiare. Ho sempre fatto tour da una settantina di date all’anno, nell’ultimo addirittura novanta e poi, in tutto questo turbinio, è stato un anno intenso e di crescita rapida. Il pezzo è dedicato a una persona e alla casa, anche se mi rendo conto che sia stato molto più virato verso la città. Ho fatto una metafora, ma mi piace anche questa cosa, perché in effetti ho voglia di organizzare cose nella mia città, tirare su delle situazioni che prima pensavo impensabili, vorrei creare qualcosa lì”. Ha dichiarato in un’intervista.

Gazzelle ha uno stile diretto, chiaro. Il 2016 è l’anno di svolta,  pubblica il singolo “Quella te” attirando l’attenzione della critica e dell’ambiente della musica indipendente. L’artista ha sempre dichiarato che la sua musica è sempre nata da un’ esigenza, di non voler inseguire il successo ma la voglia di esprimersi.

La strada di Galeffi è tutta in costruzione ma dalla sua “cameretta” di strada già ne ha fatta parecchia. I suoi testi pongono l’attenzione sulle piccole cose, sulle cose che molto spesso diamo per scontate e non ci accorgiamo della bellezza profonda che posseggono.

Carl Brave e lo pseudonimo di Carlo Luigi Coraggio, ragazzo apprezzato dai giovanissimi. Nel 2017 ha avviato il suo progetto discografico insieme a Franco 126, e l’album “Polaroid” ha raggiunto il Disco di Platino. Lo scorso anno ha intrapreso parallelamente anche la carriera da solista collaborando con grandi nomi del pop come Max Gazzè e Francesca Michielin.

Il Passaggio del Rubicone

I pionieri Afterhours 10 anni fa avevano osato “passare il Rubicone” presentandosi al Festival della Canzone Italiana. Oggi questo passaggio è avvenuto nuovamente, l’anno scorso è toccato a Lo Stato Sociale che con la sua autoironia ha spostato la linea di confine.

Seppur sconosciuti al pubblico sanremese Lo Stato Sociale è risultato simpatico a tutti, sono stati il tormentone musicale per moltissimi mesi con “una vita in vacanza”. Quest’anno il palco dell’Ariston ospiterà ben 2 artisti della scena Indie: Motta e gli Zen Circus.

Motta ha ottenuto il premio Tenco che altro non è che il premio della canzone d’autore. Le parole dei suoi testi sono profonde ma con una forma fruibile sia da un ascoltatore attento, sia da un ascoltatore occasionale.

Gli Zen Circus hanno fatto del “creare per costruire” la loro filosofia e con la loro musica parlano di quello che li circonda. Il 2018 è stato un anno molto proficuo per loro, si sono esibiti al Concerto del Primo Maggio a Roma e grazie alla loro tenacia e talento sono riusciti ad ottenere un posto al Festival sanremese.

Nostalgia anni ’80

Questo nuovo millennio di indipendenti non è stato solo evoluzione, elettronica ma è anche riscoperta del passato, in particolare, delle sonorità anni ’80. Questa sorta di nostalgia musicale è riportata in auge in chiave assolutamente attuale da Brunori Sas e dai Thegiornalisti il fenomeno musicale del momento. 

Brunori Sas ha una visione musicale molto ampia. Egli quando crea non pensa di scrivere per una nicchia, pensa di scrivere per un pubblico che lo ascolterò ma non si prefigge l’obiettivo di arrivare a una nicchia. Non si etichetta, non si definisce, secondo il suo pensiero le classificazioni artistiche arrivano dall’esterno. La sua è una carriera lunga che vanta collaborazioni importanti con Nada, Cristina Donà, Simone Cristicchi e moltissimi altri.

I Thegiornalisti nascono dieci anni fa e sono stati portati al successo dalla Carosello Records. Il 2016 è l’anno che cambia tutto e che li porta ad esibirsi nei luoghi più prestigiosi come il Forum di Assago. Questa estate la loro “felicità puttana” è stato uno dei brani più ascoltati il loro prossimo tour è già quasi tutto sold-out.

Una Nuova Generazione di Autori

La scena indie è anche un grande serbatoio di autori dal quale attingere. Infatti moltissimi artisti indipendenti collaborano e hanno scritto delle pietre preziose per grandi artisti pop. Tommaso Paradiso ha scritto “Luca lo stesso” per Luca Carboni. Paradiso ha dichiarato che per lui è stato un onore e la canzone è un omaggio che ha voluto fare a Carboni. Tommaso ha anche messo del suo in “Partiti adesso” di Giusy Ferreri ed è autore de “L’esercito del selfie”.

l testo del brano di “una vita che ti sogno” porta la firma di  Paradiso dei Thegiornalisti e Morandi ha dichiarato: «Ho incontrato Tommaso Paradiso un paio di anni fa in un ristorante romano con Federico Russo, che mi parlò del suo gruppo, i Thegiornalisti. Quando ho ascoltato il pezzo Sold Out ho iniziato a seguirlo e gli ho chiesto di scrivermi una canzone. In questo modo è nata Una vita che ti sogno, che sembra un brano fatto apposta per me.»

Nina Zilli per scrivere “Mi hai fatto fare tardi” si è avvalsa della collaborazione di Dario Faini, Calcutta e Tommaso Paradiso. Calcutta invece è stato autore per J-Ax e Fedez, Francesca Michielin ed Elisa con la quale ha pubblicato da poco una nuova versione di “se piovesse il tuo nome”.Questi sono solo alcuni brani pop scritti da Indipendenti, la lista è molto ma molto più lunga.

La comunicazione e l’importanza delle origini

Come anticipato in precedenza gli artisti indipendenti utilizzano la musica per un esigenza espressiva e non solamente estetica o per raggiungere il successo. Nelle loro canzoni raccontano la realtà che li circonda, la realtà che vivono loro stessi. Nel corso degli ultimi vent’anni la comunicazione indie è inevitabilmente cambiata.

Un tempo i testi erano prettamente politici, ad esempio al Concertone del primo maggio partecipavano artisti con testi politici nettamente appartenenti alla Sinistra. Oggi invece il contesto è cambiato, all’interno dei brani la politica non la troviamo quasi più e al suo posto ci sono problematiche sociali, umane, generazionali.  Trovano ovviamente, ampio spazio i sentimenti, l’amore che è uno dei protagonisti principali.

Rancore ad esempio afferma che la metrica è verità, dunque nelle canzoni racconta la sua verità. Anche la città di origine influisce molto sullo stile dell’artista. Le radici influiscono molto sul pensiero del cantante. Giancane nei suoi brani racconta la realtà che vive a San Paolo, quartiere romano dove è nato e cresciuto.

La città di Roma si può affermare che sia la “culla” di molti giovani talenti indie contemporanei, è diventata l’emblema della musica indipendente.  Milano invece è la fucina degli artisti Trap. Nella trap gli strumenti “veri”, in senso classico, non esistono più; al loro posto è il computer a suonare. La trap ha tematiche diverse rispetto al cantautorato indie, il motore principale che muove questo genere sono i soldi, il sesso e il denaro. In alcuni casi però è anche lo spirito di rivincita sociale come nel caso di Ghali. Secondo questa visione il denaro è visto come igiene del mondo, basta ascoltare i testi di Sfera Ebbasta o della Dark Polo Gang dove vince chi possiede più soldi ed urla più forte.

Strategie di Marketing e il  potere del Web

Il 2015 è stato un anno significativo per la discografia, ed ha cambiato le logiche di mercato e di strategia pubblicitaria. Ovviamente ha cambiato anche il modo di fruire la musica, grazie alla nascita di molte piattaforme online come YouTube, Spotify e altre. Il web è diventato fabbrica di notorietà e per mantenerla devi rimanere al passo con i tempi altrimenti rischi di perderla.

Per gli artisti sono diventate fondamentali le visualizzazioni e gli stream sul web, ora sono quelle che contano davvero. Come si evince la rete ha una forte natura commerciale egrazie a particolari software è possibile comprare le views, ma poi bisogna fare i conti con gli ascoltatori reali che sono quelli che pagano il biglietto per il concerto, e se non coincidono sono guai.

Tutto questo ha portato ad un cambiamento anche per il marketing dell’artista. Molte sono le strategie utilizzate per la promozione. Su tutte l’Hype più utilizzata è l’anonimato. L’anonimato ha portato al successo numerosi artisti, perchè ha creato attrazione, aspettativa nel pubblico. Niccolò Contessa ne è un esempio e i TRAM ne sono stati i precursori. Anche Cambogia non esiste è diventato popolare senza essere mai esistito realmente. Infatti Cambogia era più persone: uno ha prestato il volto, l’altro i brani e un altro ancora la voce.

Attualmente Liberato è il fenomeno del momento e rispecchia appieno questa strategia di marketing. Non ha mai svelato il suo volto eppure pubblicando solo sei singoli ha milioni di views su YouTube e tutti sono in trepidante attesa per le prossime date live. Di lui si conosce solo la città di provenienza Napoli dove al suo primo live erano presenti più di 20mila persone.

Oggi la scena indipendente occupa il 40% del mercato nel mondo e in Italia 1/3 del mercato. Grazie al web artisti indipendenti sono diventati il nuovo pop. Molti di loro sono passati dal MI AMI fest di Milano a Piazza del Popolo a Roma, Giordano Sangiorgi ha fondati il MEI, ovvero, il meeting degli indipendenti che si tiene ogni anno. Il web è un minestrone dove è possibile trovare delle perle preziose, rare. Ormai l’indie ha rotto gli schemi, sovvertito le regole, non è più una nicchia e forse non ha neanche più senso definirlo tale.  Alcuni sono diventati popolari senza snaturarsi, ora non ci resta che attendere per scoprire quali altri talenti ci riserverà la scena indie.