Adrian, ovvero: che cosa abbiamo visto?

Dopo giorni e giorni di pubblicità martellante, ai limiti della sopportazione mentale e acustica, lunedì 21 gennaio 2019 è andata in onda la prima puntata di Adrian, il cartoon kolossal di Adriano Celentano. Ma cosa abbiamo visto?

Alla fine la prima è andata. Il tanto atteso “ritorno” del molleggiato in tv è avvenuto il 21 gennaio 2019 con la prima, delle nove puntate, di “Adrian” il kolossal cartoon creato da Adriano Celentano e costato sembra più di 20 milioni di euro.

E dopo il battage pubblicitario intenso (e molesto) che abbiamo avuto tutti in questo mese per il suo grande ritorno eravamo tutti più o meno pronti a vedere la prima puntata in diretta, che, dalle poche informazioni avute nelle settimane precedenti, univa ad ogni puntata del cartone, un’anteprima live da Verona con ospiti e lo stesso Celentano.

Ma, dati alla mano, gli ascolti non hanno in realtà premiato tanto lavoro: sono stati infatti quasi 6 milioni di telespettatori (5.997.000) e il 21,93 per cento di share nell’ora di “spettacolo” denominata “Aspettando Adrian”, per poi crollare ad appena 4.544.000 telespettatori e il 19,08 per cento di share nel primo episodio della serie, partito alle 22.12 su Canale 5. Ben lontani i tempi dell’esordio a quasi 9 milioni di Rock Economy nel 2012, e quindi viene spontaneo da chiedersi come mai?

La risposta che provo a darmi è la seguente: con questo progetto Adriano Celentano “l’ha fatta decisamente fuori dal vaso” (se lui può far dire ai “suoi attori” ‘cogli*ni’ in diretta tv, mi si lasci questo eufemismo); perché con il concetto “facciamolo particolare”, “facciamo gli anticonformisti a tutti i costi”, prima o poi si finisce per prendere delle sonore cantonate e questo ne è un esempio lampante.

Tralasciando la questione decibel degli spot, che però sarebbe davvero da denuncia alle autorità (la differenza tra lo spot della prossima puntata e la pubblicità nuova della Tim con i Maneskin che cantavano era incredibile, con i secondi in versione ‘mute’ praticamente), sinceramente cosa è andato in onda ieri non è dato sapere.

L’anteprima, che doveva essere uno show a tutti gli effetti, è stata una noiosa, lenta liturgia di nulla, dove un Nino Frassica (simpaticissimo e ironico) è diventato un prete scialbo e noioso, che provinava degli attori (cani) per salire su una nuova Arca (per salvarsi dal programma?) e con Natalino Balasso promosso a predicatore/comico sulla situazione televisiva attuale in attesa di un’entrata, di 3 minuti contati, di Adriano Celentano in versione “come stavo a spiccià casa”. Ed è forse in questi unici tre minuti di presenza in video di Celentano che c’è stato il vero guizzo, non previsto, con il pubblico “ormonoso” peggio di quello di “Amici di Maria De Filippi” che gridava, come la prima groupie del molleggiato, roba che nessuno avrebbe mai immaginato, tipo una signora che prima che Celentano bevesse un bicchiere d’acqua ha urlato “bevimi tutta”.

Ho provato molta vergogna per queste persone e anche un filo di pena per aver pagato per vedere questo show descritto come megagalattico e risultato un vero fiasco; mi spaventa anche pensare che abbiano fatto delle prove per quello che è andato in onda perché se fosse stato organizzato da una compagnia amatoriale sarebbe stato sicuramente più dignitoso.

Ma passiamo quindi alla prima puntata vera e propria di questo cartone nel quale Adriano diventa Adrian, supermuscoloso “supereroe” per combattere “il male” (ma cosa?). Perché se non è stata chiara la prima puntata dello show, il cartone è stato ancora più confusionario, senza svelare niente e nulla della sua trama ‘no-sense’ in futuro prossimo (2068) nel quale a conti fatti il nostro supereroe, mentre lavora come orologiaio, fa l’amore ogni due per tre, vestito, con una Claudia Mori top model (ovviamente) che invece è sempre nu*a; Giuliano Sangiorgi con i capelli è il cattivo della situazione che va a letto con le minorenni dopo i concerti e che però invita sto tizio folle ad esibirsi durante la serata dell’ultimo dell’anno. Durante questa serata degli uomini incappucciati con caschi futuristici e due “delle Iene” vogliono catturare Adrian (per cosa non è dato saperlo) perché il super cattivone, che vive nel palazzo “Mafia International” a Napoli, lo vuole catturare; del resto già ad inizio puntata mentre c’era una retata per una famiglia, Adrian era già stato fermato, ma per non intralciare il lavoro. In tutto ciò ci sono anche diverse persone che vengono prese e fermate random così, tra un dialogo inutile e l’altro.

Oltre a questo il nulla, se non gli unici aspetti positivi che sono i disegni di Milo Manara e la colonna sonora con i successi di Adriano e il resto curato da Nicola Piovani. Non a caso Michelle Hunziker e Teo Teocoli, fiutando la Caporetto, hanno tirato le tende prima dell’inizio dell’evento ed hanno fatto più che bene nella speranza che non sia un’altra trovata “acchiappa ascolti” come la presenza o meno di Adriano già alla prima puntata che ha tenuto banco nel weekend.

A conti fatti, quindi, direi che tutto questo, che non saprei definire in altro modo, è un’operazione decisamente non riuscita, senza capo né coda, fuori dal tempo e che dimostra quanto l’egocentrismo e l’autoreferenzialità, se non gestita bene, possa accecare la bravura dell’interprete che se, come da anni ripeto, si dedicasse esclusivamente alla musica, sarebbe insuperabile.

La mia avventura con “Adrian” finisce qui: già devo chiedere il ‘rimborso’ per il tempo sprecato ieri. La vera prova del nove avverrà stasera o meglio domani mattina con gli ascolti della seconda puntata per decretare il vero flop di questa fuffa mastodontica. Buona fortuna a chi avrà il coraggio di guardarsi tutte le puntate, per me sarete voi i veri super eroi.