Meteore del pop: Good Charlotte, Eamon, Lost, Finley e Paolo Meneguzzi. Che fine hanno fatto?

Milioni di ragazzi hanno apprezzato i Lost, i Finley, I Good Charlotte, Eamon e Paolo Meneguzzi. Ma ora che fine hanno fatto queste meteore del pop? Ecco qualche dettaglio in più in merito alla loro carriera attuale.

Gli anni 2000 hanno visto nascere, crescere e svilupparsi nuovi progetti musicali che hanno segnato le vite di tutti noi, nel bene e nel male. In Italia e non solo, milioni di ragazzi hanno apprezzato band come i Lost, i Finley, I Good Charlotte. Le adolescenti sognavano sulle note della musica di Emon e Paolo Meneguzzi. Per loro molti ragazzi hanno girato l’Italia pur di vederli esibirsi dal vivo e grazie anche al programma TRL il sogno è stato realizzato. Con il passare degli anni questi astri nascenti della musica, purtroppo si sono rivelate essere solamente delle meteore del pop. Il loro passaggio è stato breve ma intenso. Vediamo ora che fine hanno fatto queste stelle cadenti del pop.

Good Charlotte

Forse i Good Charlotte, sono la band che musicalmente parlando è rimasta più attiva sulla scena. Infatti anche se non brillano più come un tempo, riescono a produrre ancora qualche brano. Ma iniziamo con ordine…

Nel 1996 i gemelli Benji Madden (chitarra) e Joel Madden (voce) del Maryland decidono di mettere su una band. Così coinvolgono alcuni compagni di scuola: Paul Thomas (bassista) , Aaron Escolopio (batterista) e Billy Martin (chitarrista). Il complesso segue le orme del punk rock, sulla scia dei Green Day e i Blink 182. Il nome Good Charlotte deriva dal titolo di un libro per bambini: Good Charlotte: The Girls of Good Day Orphanage di Carol Beach York.

Nel 2000 i Good Charlotte pubblicano il loro primo album omonimo che fa da apripista allo straordinario successo del secondo entusiasmante album “The Young and the Hopeless” del 2002. All’interno del secondo lavoro discografico troviamo i brani “The Anthem” e “Lifestyles of the Rich & Famous” che ancora oggi sono nelle playlist di chi era adolescente nel 2000.

Nel 2004 la band raggiunge l’apice delle classifiche grazie alle hit “I Just Wanna Live” e “We Believe”. Inoltre l’album successivo “Good Morning Revival” del 2007 è stato più volte certificato platino. Nel 2010 però le sorti cambiano e il gruppo decide di prendersi un momento di pausa.

“Siamo cresciuti facendo parte della band sin da ragazzini e quindi per tutta la nostra vita non abbiamo fatto altro che suonare. Avevamo tutti bisogno di prenderci una pausa per capire che persone fossimo al di fuori della band e per crescere e maturare a livello personale” dichiarò all’epoca dei fatti il chitarrista Benji Madden.

Nel periodo di pausa i fratelli Madden lanciano un progetto musicale tutto loro e diventano i produttori di alcune rock band (una su tutte i 5 Seconds of Summer). Nel 2016 la voglia di tornare a suonare insieme vince su tutto e i Good Charlotte decidono di riunirsi per tornare sulle scene.

Dal 2016 ad oggi hanno pubblicato due album che però non hanno raggiunto il successo di un tempo. Nonostante ciò l’Italia sta scalpitando e non vede l’ora di accoglierli e acclamarli di nuovo il prossimo 3 febbraio sul palco dell’Alcatraz di Milano.

Eamon

Il 2004 non è stato solo l’anno dei Good Charlotte, ma è stato un grande anno anche per Eamon. Cantautore, rapper e armonicista statunitense diventato celebre grazie alla canzone “Fuck It” (I Don’t Want You Back). Il suo primo singolo fu un vero e proprio tormentone mondiale. Tutti cantavano Emon. In particolare in Italia fu realizzata la versione italiana del brano, intitolata “Solo” grazie alla collaborazione degli Articolo 31.

Eamon grazie a questa hit entrò nel Guinnes dei primati per canzone dal testo più esplicito che ha raggiunto la prima posizione delle classifiche. La storia d’amore narrata nella canzone appassionò tutti, tanto che una ragazza Frankee, finse di essere l’ex fidanzata del rapper e incise il singolo “F.U.R.B.” (Fuck You Right Back)in risposta al brano di Emon.

Purtroppo per Emon dopo “Fuck it” non ci furono altri singoli di successo e il sogno per lui si spense e di lui ora non si hanno più tracce, sempre musicalmente parlando.

Lost, Finley e Paolo Meneguzzi

Anche gli italiani hanno avuto le loro stelle cadenti del pop… chi di noi non ricorda i Lost, I Finley e il romantico Paolo Meneguzzi… Ma ora che fine hanno fatto?

I Lost, band capitanata da Walter Fontana nasce nel 2003 e tre anni dopo Fontana, Roberto Visentin, Filippo Spezzapria, Matthew Miller e Giulio Dalla Stella approdano su MySpace. La pubblicazione di “My (?)” sul social network antenato di Facebook riscuote un inaspettato successo tra gli utenti del web e da allora divengono gli idoli di molti.

L’anno successivo grazie a TRL vengono nominati come il miglior gruppo “riempipiazza 2007” italiano e rilasciano il brano “Tra pioggia e nuvole”. Nel 2008 pubblicano il loro primo album “XD”, nome che omaggia il web. Siamo di fronte a uno dei primissimi casi di artisti nati grazie alla potenza del web e dei social network ancor prima che ce ne accorgessimo.

Il secondo album dei Lost si intitola “Sospeso” e all’interno contiene il singolo “Sulla mia pelle” che vede la partecipazione di… indovinate? Joel Madden dei Good Charlotte. Il disco viene certificato Platino, ma come i loro “cugini” Good Charlotte, nel 2011 i Lost si fermano. Nel 2016 il leader Walter Fontana tenta miseramente la strada da solista. L’anno scorso la band è tornata a suonare insieme ma è chiaro che la loro stella non brilla più.

Nel 2002 nascono i Finley composti da Pedro (voce), Ka (chitarra), Dani (batteria) e Ivan (basso). Il gruppo punk rock ricalca i già citati Green Day e Blink 182. Questo terzetto ha venduto oltre 300.000 copie e vinto numerosi premi come i prestigiosi Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards nel 2006 e nel 2008. Grazie al loro produttore Claudio Cechetto il loro nome si fa strada tra gli italiani e li conquista grazie al singolo di successo “Tutto è possibile”.

Il secondo singolo “Diventerai una star” scalano le classifiche e vende oltre 80.000 copie. La loro popolarità cresce e si esibiscono sul con Pink durante il Coca Cola Live @ MTV e con Depeche Mode e Morrissey all’Heineken Jammin’ Festival.

Un incontro particolare è quelo tra i Finley e Mondo Marcio che insieme remixano il brano “Dentro alla scatola”. Nel 2008 partecipano al Festival di Sanremo con “Ricordi” . Il loro successo cresce ,cresce sempre di più ma dopo il loro quarto album “Fuoco e fiamme” il vento cambia. La loro carriera ora non è più fuoco e fiamme.

Paolo Meneguzzi, classe 1976, ha venduto oltre 2 milioni di dischi in tutto il mondo e realizzato più di 500 concerti eppure ora ha cambiato mestiere. Nel 2001 il nome di Paolo si fa conoscere grazie al Festival di Sanremo dove partecipa con il brano “Ed io non ci sto più”, che si posiziona al settimo posto nella sezione Nuove Proposte.

La sua carriera si è sempre mossa tra l’Italia e il Sud America ottenendo sempre un buon riscontro tra il pubblico. Nel 2002 arriva “in nome dell’amore” che lo consacra idolo dei teenager e rimane per oltre cinque mesi tra i singoli più venduti in Italia.

Due anni dopo Paolo torna all’Ariston con “Guardami negli occhi” che anticipa l’album “Lei è”. Nel 2005 torna ancora una volta al Festival sanremese con “non capiva che l’amavo”, ma il Festival di Sanremo gli regalerà gioie nel 2007 con la canzone “Musica” definita da Pippo Baudo “Il manifesto del Festival di Sanremo” di quell’anno.

2010 Paolo cambia stile e contamina la sua musica con l’elettronica, tipica delle sonorità di Lady Gaga e Justin Timberlake. Da questo momento la carriera di Meneguzzi prende una strada diversa, continua a mantenere il successo in Sud America ma in Italia la sua popolarità inizia a scemare.

Alcuni di loro continuano a suonare sui palchi d’Italia, ad esmpio i Finley, i Lost e i Dari si sono recentemente esibiti live al Vivi Festival.

Nel corso della vita ci sono momenti di Up & Down continui, e così anche nella musica. Il mercato discografico cambia, il linguaggio cambia e l’artista deve essere bravo ad evolversi e ad adeguarsi a questi cambiamenti, altrimenti finirà per essere una breve ma bellissima parentesi. Una stella cadente che brilla solo nel momento in cui passa.

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