Maledizione Ramsey: la storia di Mia Martini non ha insegnato niente?

Da mesi sui social circola una leggenda che è già stata ribattezzata come “la maledizione di Ramsey”: secondo questa strana teoria ogni volta che il calciatore segna, un grande personaggio famoso muore. Una storia davvero assurda e che potrebbe essere paragonata a quella di Mia Martini che aveva la fama di cantante portasfortuna. La storia non ci ha insegnato niente?

Solo qualche settimana fa grazie al film tv (trasmesso anche al cinema) Io sono Mia, dedicato alla storia di Mia Martini, tutti hanno potuto rivivere la storia della famosa cantante scomparsa nel 1995. La fama di cantante portasfortuna l’ha accompagnata per anni. All’inizio non pensava potesse essere un problema, invece poi ha visto che anche i suoi amici, oltre ai nemici, si allontanavano da lei.

Tanti i messaggi di sdegno sui social network, contro chi l’attaccava e credeva a quella superstizione. Eppure oggi nessuno sembra farsi lo stesso problema per Aaron Ramsey e quella “Maledizione Ramsey”.

Andiamo con ordine. Lunedì 4 marzo 2019 sono morti l’attore Luke Perry e il cantante Keith Flint, frontman dei Prodigy. In seguito alla scomparsa dei due artisti sono stati pubblicati alcuni articoli sul web dal titolo “La maledizione Ramsey colpisce ancora“. Il calciatore che presto giocherà nella Juventus (i bianconeri lo hanno ingaggiato dal prossimo luglio, data in cui scadrà il suo contratto con l’Arsenal) è infatti protagonista di una storia che dovrebbe far riflettere.

Da anni ormai si parla di “Maledizione di Ramsey”: secondo questa assurda storia “ogni volta che il giocatore fa gol, muore un personaggio famoso. L’ultimo gol è arrivato lo scorso week-end contro il Tottenham, e il mondo dello spettacolo ha perso l’attore Luke Perry e il cantante Keith Flint, frontman dei Prodigy”, si legge sul web.

Secondo alcuni siti spesso e volentieri i suoi gol sarebbero coincisi con morti eccellenti, da Bin Laden (dopo un gol allo United), a Steve Jobs (gol al Tottenham), Gheddafi (gol al Marsiglia) e Whitney Houston (gol al Sunderland). E ancora, Paul Walker (doppietta al Cardiff), Robin Williams (gol al City) e infine David Bowie (dopo un gol al Sunderland).

Fortunatamente sul web c’è chi si indigna e paragona questa storia a quella di Mia Martini:

“Tutto è cominciato nel 1970. Allora cominciavo ad avere i miei primi successi. Fausto Taddeu, un impresario soprannominato Ciccio Piper perché frequentava il famoso locale romano, mi propose una esclusiva a vita. Era un tipo assolutamente inaffidabile e rifiutai. E dopo qualche giorno, di ritorno da un concerto in Sicilia, il pulmino su cui viaggiavo con il mio gruppo fu coinvolto in un incidente. Due ragazzi persero la vita. Ciccio Piper ne approfittò subito per appiccicarmi l’etichetta di porta jella […] All’inizio ridevo di questa fama, poi mi accorsi che non soltanto i nemici egli invidiosi, ma anche le persone che amavo si lasciavano condizionare da questa mia fama”, raccontava la stessa Mia Martini in un’intervista del 1989.