Achille Lauro: “Essere diversi ci ha salvato la vita”

Achille Lauro pubblica IL 15 gennaio 2019 Sono io Amleto, libro scritto con Marta Boggione dove racconta la sua vita senza filtri. Achille non nasconde i momenti più bui della sua vita fatti di droga e criminalità. La musica e la scrittura la sua salvezza. Qui la recensione del libro Sono Io Amleto.

Achille Lauro, artista rivoluzionario del panorama musicale italiano, ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere. Lui è un portatore sano di rivoluzione, lui è un artista che divide. O lo si ama o lo si odia, non esistono vie di mezzo. Lauro non è solo un cantante, è qualcosa di più, un Artista con la A maiuscola, che merita di essere ascoltato, o perlomeno bisognerebbe ascoltare la sua storia, la sua musica e poi esprimersi. Per approcciarsi a Lauro il pregiudizio deve essere messo da parte.

Il 15 gennaio 2019 le librerie italiane sono state invase da un libro curioso, che non è un libro qualunque, è SONO IO AMLETO, scritto da Achille Lauro e Marta Boggione. Sono io Amleto, nasce dalla curiosità e intraprendenza di Marta Boggione, che vuole dare a Lauro la possibilità di raccontarsi e con tenacia propone l’idea ad Achille Lauro. Achille accetta, e da qui parte il viaggio nella vita dell’artista, ma ancor prima è un viaggio nella vita personale di Lauro.

Il libro è una pagina bianca dove Lauro de Marinis e Achille Lauro si raccontano. La persona e la rockstar si fondono portando alla luce la personalità controversa, spigolosa ma immensamente pura di un bambino diventato uomo che ha fatto della musica la sua salvezza.

Il viaggio inizia con un bambino che ripone le sue speranze in un foglio e una penna, prosegue con l’adolescente che va a vivere da solo (il Quarto Blocco) e cede alla criminalità per un bene superiore, si conclude con un uomo che ha raggiunto la salvezza, ma che deve lavorare sodo per mantenerla.

Achille Lauro il bambino prodigio

La salvezza, la voglia di rivalsa, la fame sono il file rouge del racconto che non segue le logiche classiche, ma è un flusso di coscienza libero e onirico. Un flusso di pensieri che molte volte si interrompono per dar voce a coloro che sono sempre stati al fianco di Achille Lauro nel corso della sua vita. Infatti a impreziosire l’opera ci sono i racconti, le interviste di Federico de Marinis, Sandro, Frenetik, Pitch, Sedato, Simon P., Dogs Life e Boss Doms. Il libro non ha uno spirito di autocelebrazione, tutt’altro; Lauro spesso si rimprovera di alcune scelte, ma allo stesso tempo è pieno di determinazione perché le sue azioni lo hanno portato ad essere quello che è oggi.

I racconti di Lauro si mischiano a quelli dei suoi amici che parlano del suo carattere forte, difficile da domare ma estremamente generoso e leale. La lealtà e l’amicizia sono valori importanti per Achille, che si è sempre preoccupato del benessere di chi lo circonda. Chiare e vivide le immagini della Villa dove Achille e il suo team vanno per creare musica. Musica che è sempre molto innovativa e futuristica, tanto da anticipare i tempi.

Il primo capitolo è dedicato all’infanzia di Lauro, racconta del difficile rapporto con il padre e dello splendido rapporto con la madre, donna forte ma fragilissima. Achille Lauro ha un istinto di protezione nei suoi confronti, con il passare del tempo è Lauro che si prende cura di lei, a suo modo, e non il contrario. Qui emerge la passione di Lauro per la scrittura, perché prima della musica esisteva solo la scrittura.

Infatti il bambino con la corazza che un giorno sarà una rockstar, di notte scriveva come un pazzo, fino all’alba, era un Poeta. La sua unica via di fuga era la parola, è lì che il bambino si rifugia, nella parola scritta, che poi dal magico incontro con Boss Doms diverrà musica, canzone. Vividi i racconti a casa di Sandro, e di Federico dove mangiavano pasta al burro per sostenersi; estremamente veri anche i momenti passati in compagnia della droga.

Achille Lauro come George Orwell

Sono Io Amleto porta alla luce una realtà cruda, fatta di cose belle e pure, ma fatta anche di tristezza, malinconia, criminalità, solitudine e passione. Il concetto di RAGAZZI MADRE è chiave per comprendere la mente dell’artista, i ragazzi madre sono coloro che si prendono cura di altri adolescenti, bambini trascurati dai genitori. I genitori purtroppo non possono o non vogliono accudire i loro cuccioli e così li lasciano allo sbando.

Fondamentale è l’allegoria che Achille Lauro fa paragonando le persone agli animali come fosse George Orwell “La fattoria degli animali”. Animali e uomini, così diversi ma a volte troppo simili nei comportamenti.

Dietro a Sono Io Amleto c’è la voglia di mostrare la genesi delle sue canzoni che attingono dal suo vissuto personale. La Bella e la Bestia per esempio nasce da una storia finita male, qui leggendo il libro si evince che Achille Lauro ha bisogno e vuole essere amato, ma purtroppo per sua natura a volte allontana quelli che ama e loro si allontanano. La ragazza in questione non riesce a stare al passo di Lauro, che forse corre troppo forte.

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Il libro certamente è romanzato in alcune parti, ma nel complesso è schietto e crudo nel raccontare la fase critica della vita dell’artista, quando abbraccia la criminalità, diventa pusher e dorme dentro una smart con una scatola piena di telefoni.

Redenzione

Essere diversi ci ha salvato la vita. Gli angeli sono ancora seduti sulle panchine dove siamo cresciuti.

Achille Lauro ? Sono io Amleto.

La diversità è ciò che ha distinto sempre Achille dal resto del mondo, già dalla tenera età, quando sorprende suo fratello maggiore e i suoi amici più grandi dimostrando che l’età è solo un numero e spesso non coincide con la maturità.

Sono io Amleto, ci porta oltre i confini dove non serve essere gentili per dire un’amara verità. La musica è una costante nella vita di Achille, è grazie a lei che ha sconvolto la sua vita, è grazie a lei che ha deciso di cambiare rotta. Angelo-diavolo, peccatore, giustiziere, bene-male, luce-buio, Achille è tutto questo. Raccoglie in sè tutte le contraddizioni del mondo rimanendo coerente a sè stesso.

Altro fattore importante è la fede che accompagna la vita del cantante in tutta la sua esistenza. Per fede però non si intende solo quella religiosa, in un essere superiore. In questo caso il concetto è molto più ampio e non può essere circoscritto. “Questa sarà una storia a lieto fine” scrive Achille più volte nel libro e così è stato, almeno fino adesso.

Lauro è come una rosa, bella, elegante, forte ma al contempo fragile, spigolosa, se ti avvicini troppo rischi di pungerti. Il cammino di Achille nel libro si conclude con la redenzione e l’inizio di una nuova vita personale e artistica.

La vita come un’opera d’arte

Ogni fase artistica corrisponde ad una nuova fase della vita dell’artista che non chiede permesso per entrare, lo fa e basta. La sua musica è esattamente così, è il suo specchio, il suo riflesso. Presenti anche moltissimi riferimenti letterali, culturali sia sacri che profani. Inoltre troviamo anche dei rimandi a Gabriele D’Annunzio “vivere la vita come un’opera d’arte”, questa è anche la vita di Lauro, un’opera d’arte.

Inoltre all’interno di Sono io Amleto c’è una vera e propria mostra con nomi celebri della scena dell’arte contemporanea nazionale e internazionale. La mostra serve a dare risalto e a far immerge ancora di più il lettore nel pensiero, nella poetica di Achille Lauro.

Sono io Amleto è un libro che vale la pena leggere, per comprendere meglio l’artista, le sue canzoni, la sua visione del mondo. Qui l’artista non si nasconde, racconta il bello e il brutto, la verità anche scomoda del suo vissuto , non cerca l’approvazione, la compassione o il disprezzo, semplicemente dichiara sé stesso.