Tancredi: “Ho dovuto combattere per capirmi”

Tancredi nella nostra intervista racconta cos'è per lui la Golden Hour e la sua evoluzione musicale. Tra istinto e ragione il nuovo album di Tancredi è davvero un pezzo unico!

Il 21 gennaio Tancredi ha pubblicato il suo nuovo lavoro discografico “Golden Hour”, lavoro intenso che mostra un nuovo lato dell’artista. “Golden hour” è un momento di serenità che il cantautore sta vivendo, un nuovo percorso artistico dopo il superamento di un periodo personale cupo, come un mettersi alle spalle tutto il dolore accumulato. I brani sono intensi e caratterizzati da un testo forte e diretto. Abbiamo incontrato Tancredi per un’intervista alla vigilia dell’uscita del disco e il cantautore si è lasciato andare raccontandosi. Ecco le parole di Tancredi e l’intervista completa.

Ciao Tancredi! Come ti senti alla vigilia dell’uscita del disco?

Sto continuando a lavorare, a scrivere molto per portarmi avanti e stasera festeggerò in maniera molto ristretta con alcuni collaboratori, con le persone con cui ho scritto l’album. Mi sarebbe piaciuto fare una festa più grande, ma vista la situazione farò una cosa molto molto piccola e ristretta.

Raccontaci la genesi di Golden Hour…

Fortunatamente in questi mesi sono in una fase molto creativa, sono prolifico e scrivo molto. Riesco a portare a termine una canzone nel giro di uno o due giorni, non ho blocchi. Questo mi fa stare tranquillo e quindi ho continuato a scrivere fino a quando non mi sono reso conto che si stava formando un’idea di progetto pessimistico. Perché non me la stavo vivendo molto bene, poi qualche mese fa mi sono sentito meglio e ho scritto un paio di canzoni “prese bene”. Dopo un mese ho deciso di chiamarlo “Golden Hour” e descriveva perfettamente la situazione che sto vivendo, un momento di leggerezza e volevo mandare un messaggio positivo nonostante dentro ci sia tanto dolore e tanta rabbia.

Ho ascoltato l’ep e devo dire che l’ho trovato un lavoro ben fatto e molto introspettivo…

Si ho fatto un lavoro su me stesso, dovevo scoprire la nuova persona che ero diventato. La mia vita era cambiata, io ero cambiato e a tratti non mi riconoscevo. Io mi sono adattato alla situazione ma non mi sentivo sempre me stesso e ho dovuto combattere per capirmi. Ho avuto grandi sbalzi di umore che non riuscivo a capire: stavo male, poi bene e poi di nuovo male. Ero in uno stato di confusione totale e quando stavo da solo sentivo un senso di solitudine enorme. Questa cosa ha caratterizzato molto i primi mesi dall’uscita del talent. Ho aspettato fino a quando non sono riuscito a trovare un po’ di tranquillità.

Nell’album dici che la “Golden Hour” dura 24 ore, perché ha questa durata secondo te?

Io intendo che la Golden Hour dura 24 ore perché un giorno dura 24 ore e di solito dura pochissimo tempo. Invece questa golden hour è costante. Adesso se piove non mi cambia l’umore perché vedo la golden hour, quindi è più un sotterrate/ignorare le vibrazioni negative e vedere la serenità.

Hai parlato del talent Amici, qual è l’insegnamento prezioso che ti porti dietro da quella avventura?

Insegnamenti tanti, sicuramente ho imparato ad aprirmi perché quella situazione surreale ti porta ad aprirti tanto. Mi ha dato modo di comprendere tante parti di me e sono riuscito a sostenere ritmi velocissimi e impari questo mestiere. Mi sono rivisto tutte le esibizioni che ho fatto solo qualche settimana fa perché ero sempre insoddisfatto delle mie performance. Rivedendole invece devo dire che ho fatto un bel lavoro e non mi dimenticherò mai la prima volta che ho cantato “Las Vegas” in sfida. Era una delle prime volte che cantavo ed ero energico avevo una botta di adrenalina incredibile che non avevo mai provato.

Poi “Las Vegas” ha avuto un enorme successo ti ha portato sul palco dei Seat Music Awards… Quindi l’energia di quel momento traspare anche attraverso la canzone! Parliamo del sound invece dell’ep, ci sono vari sound all’interno. Ad esempio in “Groovy” ci sono vari mood e dinamiche all’interno della stessa canzone…

Questa canzone l’ho scritta un anno e mezzo fa e non avevo le pretese di fare una hit, io volevo solo fare musica e volevo che la strumentale mi stesse dietro. Nella prima parte volevo solo sfogarmi e divertirmi, quindi ho chiesto a Federico Nardelli di farmi una base “malata” solo otto zero otto senza parti melodiche con un ritmo che non avevo mai provato. Una volta scritta questa parte dopo qualche giorno volevo far vedere un’altra cosa di me, volevo far vedere la mia parte introspettiva. La seconda parte inizialmente l’avevo fatta io al piano con una strofa scritta in 10 minuti è uscito tutto in modo naturale. Questo pezzo mi fa volare perché è strano, rimango sempre di sasso quando lo ascolto.

Porterai Golden Hour in tour qualora sia possibile?

Sì, avevo dei live che sono stati spostati a maggio vista la situazione. Canterò sia Golden Hour che Iride perché non ho avuto ancora l’occasione di cantare alcune canzoni. Sarà una figata con tante canzoni.

Voglio concentrarmi adesso sulla tua percezione di artista, qual è stata la caratteristica che è cambiata di te e se c’è stato uno switch che hai fatto che pensavi di non poter fare?

L’approccio con cui faccio musica è cambiato, ora è molto istintivo, vado di pancia. Sono dell’idea che le parole che escono subito sono quelle che effettivamente vorresti dire, non correggo mai i testi perché consacrano il momento che volevo descrivere. Prima invece riscrivevo tutto. Anche con “Las Vegas” l’ho riscritta tutta. Anche dentro ad Amici non avevo molto tempo per scrivere e ragionare, dovevo scrivere le prime cose che mi venivano in mente. Quindi era tutto istintivo e vero. Non penso di aver avuto uno switch totale ma sicuramente c’è stata un’evoluzione e la mia musica è oggettivamente un prodotto migliore, come è giusto che debba essere.

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Questa tua crescita si vede molto anche nella scrittura infatti ci sono delle frasi che mi hanno colpita molto… Invece cosa vorresti ti chiedessero che non ti hanno mai chiesto?

Domanda difficile! Ci devo pensare (Ride). Una cosa che voglio dire è che il rap rimane uno dei miei generi preferiti e mi piace farlo e vorrei far vedere questo lato di me. Voglio riuscire a fare una canzone intera totalmente rap proprio hip-hop old school.

Da solo o in featuring? E con chi?

Per fare un pezzo ibrido sicuramente penso a Lazza uno dei mie rapper preferiti soprattutto per come una le melodie, Rkomi, Achille Lauro, Mara Sattei…. ce ne sono tanti.

Tancredi su quale palco ti piacerebbe arrivare?

Sicuramente posso dirti che vorrei provare il Festival di Sanremo però con un pezzo bello strong.