Michele Bravi rompe il silenzio dopo l’incidente: “Non ricordo com’era prima”

Michele Bravi rompe il silenzio dopo l'incidente: "Non ricordo com'era prima", ecco le prime dichiarazioni del cantante dopo quello che è successo lo scorso novembre. Dopo il violento impatto l'artista si è fermato a prestare soccorso alla vittima, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Ecco cosa ha detto dopo mesi di lungo e profondo silenzio.

A novembre 2018 Michele Bravi è stato protagonista di un brutto incidente stradale in cui ha perso una vita una donna di 60 anni. Ik cantante era alla guida di una automobile, una Bmw del servizio di car sharing DriveNow, nel corso di una manovra di inversione di marcia si sarebbe trovato davanti una Kawasaki di grossa cilindrata con a bordo la motociclista.

Dopo il violento impatto l’artista si è fermato a prestare soccorso alla vittima, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Infatti, trasportata d’urgenza all’ospedale San Carlo la donna è deceduta un’ora dopo l’arrivo.

Nel corso dei mesi si sono susseguite diverse fake news, visto che il cantante aveva deciso di non rilasciare dichiarazioni a riguardo. “Michele non stava facendo un’inversione a U, né una manovra vietata, ma una svolta a sinistra per entrare in un passo carraio. Un fatto confortato dalla Procura. Secondo: la moto veniva da dietro e ne stiamo analizzando la velocità; Michele nella svolta aveva già impegnato la linea di mezzeria e l’impatto è stato contro lo sportello posteriore dell’auto, lato guidatore. Inoltre, vi era spazio tra l’auto e il margine esterno stradale, in cui la moto avrebbe potuto superare[…] Sta molto male e il suo silenzio è proprio per rispettare le persone coinvolte. Una cosa del genere segna moltissimo. Ma segna anche leggere che molti ti considerano già il responsabile di questo dramma”, aveva fatto sapere il suo avvocato.

Bravi ha deciso di tornare a parlare attraverso un’intervista al Corriere della Sera: “Quasi non ricordo più come era prima. È un altro mondo, un altro sistema di affrontare quello che succede […] Ero in un posto che non so descrivere e che spero di non rivedere più. Queste persone mi hanno alzato dal letto, mi hanno portato da mangiare, fatto uscire di casa. Sono tornato un bambino e loro mi hanno rieducato a vivere”.

Ora Michele vive il momento: “Ricordo un viaggio per tornare a casa mia, in Umbria. Chi era con me non mi ha detto niente e mi ha messo delle cuffiette. Per tutto il tempo, cinque ore, andava la stessa canzone, ma quel gesto mi ha fatto tornare la voglia di essere per altri quello che era per me il cantante che stavo ascoltando”, ha concluso.