Vinci 100.000 euro in un reality show e ne porti a casa circa 56.000. Non è un errore di calcolo: è il funzionamento reale del pagamento in gettoni d’oro, il sistema con cui la televisione italiana eroga i premi da oltre settant’anni.
Un meccanismo che ha radici normative precise, che comporta una serie di trattenute fiscali e commissioni spesso sottovalutate, e che nel 2026 ha vissuto la sua prima vera incrinatura: a febbraio, Mediaset ha annunciato il passaggio al denaro contante per i programmi di Gerry Scotti, rompendo una tradizione che sembrava intoccabile.
Nel frattempo, RAI e molti altri broadcaster continuano a pagare alla vecchia maniera. Capiamo quindi come funziona il pagamento in gettoni d’oro e quanto costa davvero al vincitore.
Le origini storiche: perché si usano i gettoni d’oro
Tutto nasce da una legge del 1955 che vietava alle televisioni di pagare i concorrenti in contanti, per evitare che i programmi a premi venissero classificati come gioco d’azzardo. La RAI trovò subito la soluzione: consegnare ai vincitori dei gettoni in oro, il cui valore corrispondeva al montepremi. Un escamotage brillante per l’epoca, diventato poi una tradizione difficile da scalfire.
C’è però un paradosso curioso: mentre la TV italiana si inventava i gettoni per prendere le distanze dal concetto di azzardo, il gioco online regolamentato ha sviluppato negli anni un sistema di pagamenti completamente diverso, basato su strumenti bancari tracciabili e digitali.
Oggi, ad esempio, piattaforme sicure come Realz Casino, consentono di ricevere le vincite direttamente sul conto corrente, senza passare per la conversione di metalli preziosi o per intermediari legati all’oro fisico. La differenza non riguarda tanto l’importo, quanto il meccanismo: nei reality il premio viene prima trasformato in gettoni e solo successivamente convertito in denaro, mentre nell’intrattenimento digitale l’accredito dipende esclusivamente dal metodo di pagamento scelto.
Nel 2018 una sentenza del TAR del Lazio ha stabilito che i programmi televisivi possono pagare in contanti, a patto che i criteri di partecipazione siano trasparenti. Eppure, quasi nessuno si è mosso. Fino all’anno scorso, la risposta standard era sempre la stessa: si è sempre fatto così.
Indice
Come funziona il pagamento in gettoni d’oro
Dietro la scritta “il montepremi sarà corrisposto in gettoni d’oro” che appare nei regolamenti si nasconde una procedura molto più complicata di quanto sembri. Non è questione di ricevere un sacchetto d’oro e portarlo in banca: ci sono tempi, costi e variabili che difficilmente vengono spiegati in modo chiaro.
Dalla vincita alla consegna fisica dei gettoni
Dopo la puntata, la produzione si rivolge a un banco metalli autorizzato che conia i gettoni: monete in oro 18 carati con il logo della rete impresso su una faccia, tecnicamente classificate come monili e non come oro da investimento. Il vincitore non riceve nulla nell’immediato: l’attesa standard va dai 3 ai 6 mesi, il tempo necessario per le pratiche fiscali e la coniazione.
Quando finalmente arriva il momento della consegna, il banco metalli propone due strade: vendere i gettoni direttamente a loro, con una commissione del 5%, oppure riceverli a casa tramite furgone portavalori e poi rivenderli da soli alla Banca d’Italia o in gioiellerie autorizzate.
Eleonora Riso, vincitrice di MasterChef 2024, ha raccontato di aver trovato l’intera procedura decisamente più macchinosa del previsto, scegliendo alla fine la conversione in bonifico bancario pur di chiudere la faccenda.
La conversione in denaro: tutti i costi nascosti
Qui arriva la parte che fa meno piacere. Prima viene trattenuta l’IVA al 22% direttamente dalla rete televisiva. Poi scatta la ritenuta d’acconto del 20% sulle vincite televisive, prevista dal DPR 600/1973. Se si aggiunge la commissione del banco metalli, la cifra finale si riduce in modo significativo. E non è finita: il valore dell’oro oscilla nel tempo, quindi tra il momento della vincita e quello della conversione il prezzo può salire o scendere, con un rischio che ricade tutto sul vincitore.
-Ecco quanto resta davvero su un montepremi nominale di 100.000 euro:
| Voce | Importo |
| Montepremi nominale | 100.000 € |
| Dopo IVA 22% | ~ 82.000 € |
| Dopo ritenuta d’acconto 20% | ~ 65.600 € |
| Dopo commissione banco metalli 5% | ~ 62.300 € |
| Importo netto stimato | ~ 56.000–62.000 € |
I valori netti possono variare leggermente in base alla quotazione dell’oro al momento della conversione e alle specifiche condizioni contrattuali del programma.
Quali programmi pagano ancora in gettoni d’oro
Dopo la mossa di Mediaset, il panorama si è spaccato in due. Da un lato chi ha cambiato rotta, dall’altro chi, almeno per ora, non sembra intenzionato a farlo:
- Affari Tuoi (RAI 1): gettoni confermati anche nell’edizione 2025/2026. I pacchisti ricevono un compenso fisso di 50 euro lordi a puntata, a cui si aggiunge l’eventuale jackpot del bonus “Gennarino” (fino a 50.000 euro). Il montepremi per i concorrenti arriva fino a 300.000 euro lordi, con vincite tipiche tra i 10.000 e i 30.000 euro.
- MasterChef (Sky): il vincitore porta a casa 100.000 euro in gettoni d’oro, che dopo tasse e conversione diventano circa 56.000 euro netti, come confermato dalla stessa Eleonora Riso.
- Grande Fratello, L’isola dei famosi, Amici: tutti e tre mantengono i gettoni. Il montepremi standard è di 100.000 euro, con Amici che arriva fino a 150.000 euro. Stesse regole, stesse trattenute.
- La ruota della fortuna e Chi vuol essere milionario? (Mediaset): dal 1° febbraio 2026, i premi vengono erogati direttamente in denaro contante, al netto della ritenuta del 20%. Gerry Scotti ha commentato che lo chiedeva da vent’anni.
Il futuro dei gettoni d’oro in televisione
La mossa di Mediaset ha un peso che va oltre i programmi di Gerry Scotti. Per la prima volta, un grande broadcaster italiano ha detto chiaramente che il sistema dei gettoni non tutela i vincitori e ha fatto qualcosa al riguardo. Il messaggio è arrivato forte: tenere i gettoni oggi non è più una necessità, è una scelta.
RAI e le produzioni indipendenti hanno già la copertura giuridica per fare lo stesso passo, dalla sentenza del TAR del 2018 in poi. Quello che manca è la volontà di rivedere contratti consolidati con i fornitori di metalli preziosi e aggiornare i regolamenti dei singoli programmi.
Se Affari Tuoi, MasterChef e i grandi reality seguissero l’esempio, i vincitori potrebbero finalmente incassare la cifra che viene annunciata in trasmissione, senza perdere quasi metà del premio tra IVA, ritenute e commissioni. Considerando la direzione che sta prendendo il settore, non sembra più una questione di se, ma di quando.