Spice World 2019: un tour da “silent disco”

Le Spice Girls, in quattro senza Victoria Beckham, tornano in Inghilterra per un tour celebrativo dei loro successi e della loro carriera, ma i problemi audio nelle varie date offuscano le due ore di celebrazione pop.

Quello che girava sui social già dopo la prima data dello Spice World 2019 è stato confermato anche nelle tappe successive: il volume del concerto delle Spice Girls è a livello minimo, tanto che per oltre metà concerto i fan, accorsi da tutto il mondo per rivedere le quattro ragazze speziate, cercano di intuire cosa dicano le ragazze, partendo anche con i cori “we can’t hear”.

Un errore di service? Limite di decibel imposto nelle varie città? Fatto sta che fin dalla data del 24 maggio a Dublino molte persone si sono lamentate sui social del volume bassissimo del concerto, tanto da andarsene durante lo stesso, senza aspettare la fine e considerando il costo non proprio economico dei biglietti, è una pecca non da poco per l’atteso ritorno del fenomeno pop femminile più amato di sempre.

Ma nonostante questo impasse le due ore di show celebrano il successo mondiale di queste ormai donne che, con soli tre album (di cui solo due in formazione completa), sono diventate delle leggende viventi. E così vengono riproposti tutti i loro brani da “Spice up your life” che apre le danze a “Stop” e “Too much” fino alla chiusura con “Wannabe”, perché ‘friendship never ends’.

I colori e i cambi d’abito di Emma, Geri, Mel B e Mel C la fanno da padroni mentre le squad di ballerini (5 per ciascuna Spice) realizzano coreografie acrobatiche, mentre Baby, Ginger, Scary e Sporty si limitano a cantare e a realizzare qualche mossa: e cantano anche dal vivo e tutte abbastanza bene dato che riascoltando poi i vari video si riesce a sentire ogni sfumatura della loro voce.

Ma la cosa che sicuramente emoziona di più nel tour e rivedere o vedere per la prima volta il loro girl power funzionare ancora: l’intesa tra le quattro è molto forte e intensa e i vari problemi, reali o presunti usciti prima dell’inizio del tour, sembrano solo fantasia. Le ragazze scherzano tra di loro, fanno battute e ironizzano sulle loro situazioni mostrando però di essere in grandissima forma pur non essendo più le giovanissime ragazze speziate dell’inizio ma ormai anche delle mamme che celebrano le loro mamme e la loro infanzia sulle note di “Mama”.

I brani sono tutti rimasti nell’arrangiamento originale, tranne “Holler”, riproposto in una versione con solo bassi e in stile marcia che però a mio avviso non ha reso giustizia al brano, comprese le canzoni non uscite come singoli come “Never give up on the good times” e “The lady is a vamp”, che omaggia anche la Posh Spice. Ma qualcosa non convince appieno come invece successo per il concerto dei Backstreet Boys: alcuni interludi sono troppo lunghi (forse per permettere il cambio d’abito delle ragazze) e ad altri addirittura solo muti con solo delle performance acrobatiche dei ballerini e forse pure l’apertura della bravissima Jess Glynne non riscalda appieno l’atmosfera celebrativa delle Spice Girls.

Forse le aspettative erano molto alte e i problemi di audio e qualche errore di scaletta non fanno raggiungere il punteggio pieno a questa serie di concerti che mancano, per esempio, anche di alcuni momenti singoli delle ragazze che credo sarebbero stati apprezzati anche da tutti, per celebrare le loro carriere singole, ma aver visto nel giro di qualche settimana due icone della musica pop degli anni ’90 a breve distanza significa comunque molto per chi, come me, è nato e cresciuto con il bel pop di una volta.