Renato Zero canta, balla, fa ridere e commuove il pubblico romano

Renato Zero, ecco come è andata la terza serata al Palazzo dello Sport. Il Re dei sorcini non si risparmia, canta, balla, fa ridere e commuove il pubblico romano: la recensione del concerto!

Siete un pubblico che tutti mi invidiano”, così Renato si rivolge ai suoi fan che riempiono il Palazzo dello Sport di Roma durante la terza serata del tour “Zero il folle” dedicata alla Capitale. Terza di ben sei date, una scelta che esprime tutta l’affezione del Re dei Sorcini alla sua città.

Siamo cresciuti insieme, abbiamo sofferto insieme”. Sono tanti i riferimenti alla vicinanza con il pubblico che lo segue dagli esordi. Girando lo sguardo intorno sugli spalti, si notano però, tanti giovani ragazze e ragazzi legati alla musica di Renato, affianco alle signore generazione ‘50 che tutti si aspettano.

La scenografia è degna di uno come lui che ama fare spettacolo: un palcoscenico che sembra quello di un teatro, con tanto di tenda e tre grandi maschere bianche. Apre il concerto con “Il mercante le stelle” in mezzo a tanti uomini vestiti di bianco anche loro con indosso le maschere. Renato indossa un lungo mantello di fiori e in testa un grande cappello che sembra una pianta. Il primo dei maestosi abiti che cambierà circa ad ogni canzone.

L’orchestra viene proiettata su un monitor e all’inizio non è ben chiaro se è presente davvero la band che compare realmente dalla penombra solo al quinto brano con un “Cercami”.

Renato non si risparmia mai e il concerto dura tre ore, con un piccolo intervallo di 15 minuti, cambia abito in tempi velocissimi quasi 20 volte, racconta barzellette e aneddoti nel suo stile e si muove da una parte all’altra del palco sempre rivolto al pubblico. I musicisti che lo accompagnano sono tanti e sono molto bravi, insieme al coro a cui vengono affidati alcuni brani in maniera esclusiva, come Madame e il Triangolo ,senza la sua presenza di Renato sul palco.

La scaletta alterna brani dell’ultimo album a pezzi più storici. La follia di Renato per fortuna resta un segno tangibile, anche quando decide di parlare a sé stesso: Renato Fiacchini che si rivolge al giovane Renato Zero attraverso il brano dolce e commovente che dà il nome al tour e un video con immagini di repertorio molto emozionante. “Ti aspetterò se torni E conterò i giorni Perché non ti ho dimenticato Non mi sono mai venduto Non ho mai tradito i grandi esempi tuoi Riscoprirò i tuoi gesti La fantasia che è tua”.

Non mancano gli omaggi espliciti ai grandi della musica italiana che non ci sono più attraverso il brano “Quattro passi nel blu” e a Pasolini con “Casal de’ pazzi”.

Ecco forse l’unico vero dispiacere a fine concerto è quello di non aver ascoltato alcuni pezzi storici del suo enorme repertorio, quelli che tutti conoscono e amano cantare, come “Mi vendo”, “I migliori anni”, “Spiagge”, “Baratto”, solo per citarne alcuni. Ma il gran finale viene lasciato a “il cielo” e il messaggio con cui Renato lascia il suo amato pubblico è un tenero “non dimenticatemi”.