Pinguini Tattici Nucleari: Ahia! è il nuovo EP del gruppo e il primo romanzo di Zanotti

"Ahia descrive un’infinità di emozioni, ed è per questo che ho voluto chiamare così sia il mio libro che l’ultimo nostro lavoro discografico"

Nati da un fortuito incontro e una birra, i Pinguini Tattici Nucleari dal 2010 cantano delle realtà provinciali, dei cuori spezzati e di personaggi singolari.

Ilaria sciatta e svogliata, la caotica testa di un tizio di nome Rodger e una dolce ma malinconica Irene. Raccontare in chiave metaforica la drammatica favoletta della vita non è mai stato così facile.

Astemi e decisamente ‘fuori dall’hype’, i Pinguini scavano nella sensibilità che giace in ognuno di noi e mattone per mattone costruiscono delle storie della buonanotte o meglio delle ‘Ninna nanne per genitori disattenti ‘.

Ma non sono solo le mamme e i papà ad essere presi di mira dai PTN. I personaggi più stravaganti si presentano proprio nella quotidianità dei sei musicisti che -da veri creativi- li estrapolano dal loro reale contesto per catapultarli nel magico mondo a colori dei Pinguini.

Guardando con scetticismo l’industria dello spettacolo, il gruppo si appella ad un percorso coerente, graduale e soprattutto duraturo nel tempo. Non c’è spazio per le aspettative effimere, i risultati ottenuti e i palcoscenici raggiunti sono frutto del lavoro di squadra e dell’originalità dei sei ragazzi di Bergamo.

In quanto paladini degli “eterni secondi”, lo scorso febbraio i Pinguini Tattici Nucleari hanno portato le loro “fiabe” su uno dei palcoscenici più importanti d’Italia.

L’Ariston ha fatto uscire dall’ombra il nome del gruppo e il singolo Ringo Starr -che ha raggiunto il terzo posto nella mance finale- ha rappresentato un buon biglietto da visita per il pubblico di Sanremo.

Il cubismo sperimentale -come afferma Zanotti stesso- che identifica al meglio le sfaccettature di un genere a sé, ricco di contaminazioni firmato Pinguini Tattici Nucleari.

Una forza d’animo che ha trasceso la fisicità quella che ha accompagnato i membri del gruppo davanti alla crisi pandemica dove l’epicentro epidemiologico risiedeva proprio a Bergamo. La storia infinita è stato il riscatto di un periodo drammatico e che ha risollevato gli animi dei fan e dei concittadini.

Dopo il nuovo singolo i progetti dei PTN sono stati celati al popolo mediatico segno di un lavoro importante in arrivo. Difatti i vecchi -e nuovi- supporter del gruppo non sono rimasti delusi.

Anche stavolta i Pinguini Tattici Nucleari sono pronti a sedersi a gambe incrociate e raccontare un’altra avvincente storia della buonanotte ma stavolta la fiaba è più concreta che mai.

«Ahia prima che essere parola, è una reazione, o ancora meglio una smorfia, quasi un gioco. Non ha etimologia, perché non ha storia: è semplicemente qualcosa che esiste e che diamo per scontato, come il cielo sopra la testa e la terra sotto ai piedi. Nella sua semplicità, Ahia descrive un’infinità di emozioni e sentimenti, ed è per questo che ho voluto chiamare così sia il mio libro che l’ultimo nostro lavoro discografico: per ricordarci che siamo bambini che non devono avere paura di cadere e sbucciarsi le ginocchia.» 

Ahia! É il primissimo libro di Riccardo Zanotti nonché futuro EP del gruppo. In libreria dal 3 novembre e pre-ordinabile sugli store digitali dal 21 ottobre, il racconto proposto dal frontman dei Pinguini Tattici Nucleari è un sodalizio artistico e umano che in 144 pagine accompagna le vicende di altri stravaganti personaggi e un assaggio ci viene dato proprio dal primo estratto:

“L’intricata stradina di montagna si svelava lentamente, curva dopo curva, senza mai mostrarsi nella sua interezza. La gente del posto diceva che quella era una valle ferita ma discreta. […] «Chi cazzo me l’ha fatto fare?» mugugnò, come se ci fosse qualcuno con lui, oltre ai larici e ai numeri impazziti che scorrevano come i simboli di una slot machine sull’autoradio. La risposta in realtà la sapeva bene, la doveva a sua madre. Fosse stato per lui, non si sarebbe mai presentato a casa di un estraneo in quel modo, ma voleva troppo bene alla donna che l’aveva cresciuto.”