Stragà: “Oggi la gente vive la musica in maniera più superficiale” – Intervista

Tua figlia canta?
Non di fronte a me. Mi dicono che canticchia, ma di fronte a me non ne parla.

E cosa consiglieresti ad un quindicenne che sogna di fare il cantante?
Gli consiglierei di farlo. Sicuramente di ascoltare non soltanto la musica di adesso, ma di andare indietro nel tempo, di spaziare, di trovare quello che gli piace di più. Di appassionarsi ad uno strumento, di fare un gruppo.

Come mai hai scelto proprio Ho esaurito la paura come apripista?
È stato un caso determinato da calcoli che non sarei in grado di ripeterti. Ero indeciso tra la metà dei pezzi. Ho scelto questo, ma avrei potuto sceglierne altri tre allo stesso modo. Questo rispetto ad altri era un po’ più movimentato e lì ho fatto un calcolo in base al periodo in cui sarebbe uscito. D’estate meglio scegliere un brano più brioso.

Com’è nata l’idea del videoclip?
Penso che il trauma del terremoto sia una delle più grandi paure che una persona possa trovare. Quali immagini più del terremoto possono rendere l’idea? Così siamo andati a L’Aquila con una storia ancora ben definita. Consapevoli però che qualsiasi immagine sarebbe andata bene per un messaggio del genere.

C’è un tour in vista?
Ho fatto la presentazione a Bologna con una nuova band. Ci tenuto tanto che il disco fosse suonato, ci fossero tutti gli strumenti, allora dal vivo ho creato una band per riprodurlo, lasciando grande spazio ai musicisti. Quello che conto di fare è di andare a suonare il più possibile.