Sul palco di Roma energia e introspezione. Il Tre non si lascia chiudere in una sola definizione.
La promessa di Guido è stata mantenuta. E, a giudicare dall’energia che ha attraversato l’Auditorium Parco della Musica il 6 settembre, non c’erano davvero dubbi. Il Tre (Guido Luigi Senia all’anagrafe) è salito sul palco di Roma e ha fatto quello che ha promesso ai fan e quello che sa fare meglio: rappare, raccontarsi e trascinare il pubblico dentro il suo mondo. Un mondo fatto di parole, ritmo, emozioni e quella voglia di non stare mai fermo che, dal vivo, diventa ancora più contagiosa.
Guido ha il rap nel sangue e si sente. Sa rappare, sa stare sul palco e, soprattutto, sa usare le parole. Le incastra con precisione, le fa correre sul beat, le carica di ritmo e significato. Ma è soprattutto la naturalezza con cui lo fa a colpire: sul palco non sembra interpretare un ruolo, ma muoversi nel proprio elemento. L’energia è stata il filo conduttore della serata, ma non l’unica chiave di lettura. Attraverso le canzoni, Il Tre ha accompagnato il pubblico dentro le diverse sfumature del suo universo, alternando i momenti più spensierati e leggeri a quelli più riflessivi, intimi e oscuri. Un passaggio continuo tra il desiderio di vivere tutto fino in fondo e la necessità di fermarsi a guardarsi dentro.
In scaletta “Fragili”, “Cracovia 3”, “Francesca”, “Felpa XL”, “Te lo prometto”, “Camminare sulla luna”, “Caos”. Abbiamo riso, cantato, saltato, ma abbiamo anche ascoltato. E proprio lì, in quel continuo passaggio tra energia e introspezione, è emersa la sua capacità di raccontarsi senza rinunciare a nessuna delle sue facce. Perché Il Tre è anche questo: un artista che non si lascia chiudere in una sola definizione. C’è il Guido che fa scatenare il pubblico, quello che sa giocare e si diverte con le parole, quello che porta sul palco tutta la sua irrequietezza. Tutte le facce di Guido che conosciamo, e che probabilmente sono soltanto una parte di quelle che ancora deve mostrarci.
Il 6 settembre, a Roma, la promessa era quella di un concerto da ricordare. E Guido l’ha mantenuta. E se queste sono le facce di Guido che già conosciamo, è facile immaginare che ce ne siano ancora altre da scoprire. Perché Il Tre continua a raccontarsi, a crescere e a portare sul palco un mondo che non ha ancora finito di mostrare tutte le sue sfumature.