Mahmood a Sanremo Giovani: “Collaborare con Carmen Consoli o Tiziano Ferro sarebbe un sogno” – Video

Ecco la video intervista a Mahmood in gara a Sanremo Giovani 2018 che andrà in scena giovedì 20 e venerdì 21 dicembre in diretta al Casinò di Sanremo e su Rai 1. L'artista ci ha parlato del suo brano "Gioventù bruciata", del suo passato al Festival e delle collaborazioni che spera in futuro.

Mahmood è un altro giovane finalista che porta in gara “Gioventù bruciata”. Questo per lui non è il primo Festival sanremese, infatti ha già partecipato alla kermesse nel 2016. Negli ultimi due anni Mahmood ha avuto l’opportunità di collaborare con numerosi grandi artisti anche dal punto di vista autoriale. tra i tanti ricordiamo Fabri Fibra, Gue Pequeno, è suo il brano “Nero-Bali” interpretato da Elodie e Michele Bravi.

Intervista

Come stanno andando questi giorni sanremesi?
Un mix tra ansia, positività e adrenalina, comunque tutto sotto controllo.

Come ti sei trovato con gli altri concorrenti?
Abbiamo legato tantissimo in questi giorni, li ho invitati in camera mia a suonare, è stato divertente.

C’è qualcuno che temi di più?
Nel mio turno hanno messo gente molto forte, li temo un po’ tutti, non ci resta che dare il massimo.

Cosa dobbiamo aspettarci dalla tua esibizione?
Spero di riuscire a dare quella sincerità che è già nella mia canzone. Spero che questa cosa arrivi a casa.

Per quanto riguarda il secondo brano, quello che è stato presentato sempre a Sanremo Giovani, che differenze ha?
La differenza principale è che Gioventù Bruciata è un brano più fotografico, è una storia autobiografica, che racconta di un’estate in Egitto, di un inverno chiuso in macchina, di un autunno all’idroscalo, parla di una parte precisa della mia vita, mentre quello che porterò a Sanremo ha un messaggio più forte, più diretto e meno descrittivo

Tu hai già partecipato a Sanremo, com’è tornare?
Tornare a Sanremo, anche se ci sei già stato, è come la prima volta, l’adrenalina è la stessa, la voglia di dimostrare e la stessa, non è cambiato tanto.

Hai già pubblicato il tuo primo EP, Gioventù bruciata, com’è andato questo disco?
Sono molto soddisfatto del mio primo EP, Gioventù bruciata, ho lavorato due anni a questo EP. I brani che ho inserito in Gioventù bruciata parlano di me in modo molto preciso, anche come sound. Quando mi chiedono che genere faccio, faccio sempre fatica a catalogare, per questo ho trovato questa parola, Marocco pop, che riassume il mood dei miei pezzi. I miei ascolti sono sempre stati vari, e credo che questi ascolti mi abbiano influenzato, i miei brani hanno sonorità arabe.

Tu sei stato uno degli autori di Nero Bali, che è stato uno dei tormentoni dell’estate. Secondo te qual’è il segreto di un tormentone?
Me l’hanno chiesto in tanti e ti rispondo alla stessa maniera: io non lo so, io lo scrivo, poi se è un tormentone. Può capitare che faccio ascoltare alla mia etichetta dei pezzi, che io credo siano forti, e la reazione è un po debole, poi faccio ascoltare dei pezzi di cui sono meno convinto e per loro sono una bomba. Quindi dipende da vari fattori quale è la hit.

Per quali altri artisti ti piacerebbe scrivere?
Carmen Consoli per me è una delle pietre miliari della musica italiana, poi Tiziano Ferro, ce ne sono parecchi, però questi due sarebbero un sogno.

Ringraziamo Esedigital per l’ospitalità.

Altre notizie