Piotta a Lingue a Sonagli: “Se potessi tornare a 20 anni fa mi direi di non fare ‘Il segreto del giaguaro’, era troppo presto”

Piotta a Lingue a Sonagli: “Se potessi tornare a 20 anni fa mi direi di non fare 'Il segreto del giaguaro', era troppo presto”, ecco cosa ha dichiarato a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.

Piotta, al secolo Tommaso Zanello, è uno dei rapper italiani più amati di sempre. Entrato nell’immaginario collettivo del paese grazie a successi come “Supercafone” e “La Grande Onda”, ha saputo navigare nei decenni mutando pelle e musica in base alla sua crescita personale. Piccoli gioielli come “7 vizi capitale” lo dimostrano e lo suggellano. A distanza di 20 anni trasforma la difficoltà del lockdown in energia positiva e pubblica “Vengo dal Colosseo 20.20 Edition” che celebra quella hit e strizza l’occhio al futuro. Lo racconta a Lingue a Sonagli, il salotto sgualcito di Radio Rock ideato e condotto dal cantautore Bussoletti.

Ecco quali sono state le dichiarazioni più calde trasmesse durante la diretta di mezzanotte sui 106.600.

Sul successo delle sue dirette Instagram: “L’isolamento ha stravolto i piani di tutti noi. All’inizio sono rimasto stordito ma poi ho pensato che dovevo fare la mia parte anche io. Non essendo un medico o un infermiere, ho scelto di far stare meglio le persone intrattenendole. Così è nata la diretta Instagram “Casa Zanello” che ogni giorno, verso le due e mezza, mi vedeva raccontare di grande musica e rap. E’ piaciuta molto e sempre di più. Da là ho deciso di registrare una nuova versione di “Vengo dal Colosseo” che, a lockdown finito, ho avuto il tempo di sistemare in studio e far uscire”.

Sui rimpianti della sua carriera: “Se potessi tornare indietro di 20 anni come in “Ritorno al futuro”, direi al Piotta giovane di non fare il film “Il segreto del giaguaro”. Mi è piaciuto molto, e c’erano della musiche pazzesche, ma fare un film è come fare politica, ci sono tantissime cose da gestire ed io ero troppo giovane per fare tutto nel modo corretto. Se lo facessi adesso, credo che spaccherei”.

Sui concerti dopo il Coronavirus: “E’ difficile pensare alla soluzione dei drive-in. Quando suoni dal vivo diventi un tutt’uno col pubblico e la vedo male chiusi tutti in macchina dietro ad un tergicristallo. Non mi convince, come ha detto proprio in questa trasmissione Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Al limite ridateci… IL Drive-in, che era una trasmissione pazzesca!”