Sanremo 2019, Anna Tatangelo: “‘Le nostre anime di notte’ è la canzone di tutti” – Video

“La fortuna sia con me” è il settimo album di Anna Tatangelo, in uscita l’8 febbraio su etichetta GGD srl/Sony Music. Il disco contiene “Le nostre anime di notte”, il brano in gara al Festival di Sanremo 2019, dove Anna torna per l’ottava volta, diretta dal maestro Adriano Pennino. Una ballad moderna, firmata da Lorenzo Vizzini che racconta di una notte rivelatrice.

Anna Tatangelo si presenta in gara al Festival di Sanremo 2019 con il brano “Le nostre anime di notte“. Per lei è l’ottava volta sul palco del Teatro Ariston: la prima è stata nel 2002 con la vittoria nella categoria Nuove Proposte con il brano “Doppiamente fragili“.

È poi tornata l’anno successivo nei Big in duetto con Stragà con “Volere volare” (17esimo), nel 2005 con “Ragazza di periferia” (3a classificata, ascolta la cover con Achille Lauro), l’anno dopo con “Essere una donna” (vincitrice della categoria “Donne”), nel 2008 con “Il mio amico” (secondo classificato), nel 2011 con “Bastardo” (nono) ed infine nel 2015 con “Libera” (esclusa prima della finale).

Come mai hai scelto “Le nostre anime di notte” per il Festival di Sanremo?
È una canzone che può essere sicuramente la canzone di tutti, può raccontare la storia di tante persone. Sono felice se poi può diventare una bella canzone che fa parte della nostra vita. È un brano che è arrivato alla chiusura del disco, dopo quattro anni. È una canzone che si presta ad essere molto diretta nel linguaggio, ad avere musicalmente delle sonorità molto ricercate, rispettando comunque la melodia italiana e quello che mi ha sempre caratterizzato, come per esempio “Ragazza di periferia”, e in più mi dà la possibilità di poter giocare con la vocalità perché comincia molto bassa e poi ha una bella estensione.

La tua prima volta su quel palco è stata 17 anni fa: cosa ricordi?
Ricordo Baudo, ricordo il mio papà, la mia mamma. I miei ricordi sono legati a Pippo Baudo, a una magia particolare perché avevo tanta tensione addosso, però appena sono partite le prime note mi sono rilassata ed è stato come cantare nella cameretta di casa mia.

Cosa consigli a chi calca per la prima volta quel palco?
I big sono abituati a calcare palcoscenici importanti, quindi per chi non l’ha mai fatto posso dare un consiglio ai giovani per l’anno prossimo. Sicuramente ci vuole tanta determinazione, tanta tenacia, tanta voglia di non pensare troppo, cioè dedicarsi solo a quello che si racconta attraverso la musica.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo look?
Non lo so nemmeno io (ride, ndr)! Non posso svelare nulla, ma quest’anno più che guardare, si deve sentire.

Per la serata dei duetti hai scelto Syria…
La adoro, è una cantate straordinaria, un’amica, una vera amica. È difficile trovarle nel mondo dello spettacolo perché le donne in genere nella musica tendono a non fare collaborazioni e a curare il proprio orto. Invece la musica dovrebbe unire, dovremo prendere esempio dalle grandi americane come Lady Gaga e Beyoncé o Ariana con Shakira.

Quest’anno però ci sono poche donne al Festival…
Ma no, si vedono poche donne perché ci sono tanti uomini a livello di gruppi, quindi salta più all’occhio.

Per il tuo nuovo album hai scelto autori giovani…
Avevo voglia di raccontarmi con dei miei amici, i miei compagni di avventura sono dei bravissimi professionisti come Giovanni Caccamo, Giuseppe Anastasi, Federica Camba, ho trovato degli amici con cui parlare e tirar fuori le emozioni che loro insieme a me hanno saputo trascrivere in musica. È venuto tutto in maniera naturale.

Sul sito ci sono arrivate alcune domande dai tuoi fan: qual è stata la canzone più difficile da incidere?
Difficile a livello emozionale sicuramente quella della mia mamma.

Se non avessi portato “Le nostre anime di notte”, quale altro brano del disco avresti proposto per il Festival di Sanremo?
Sono affezionata ad ogni brano del disco ed è stato bello quando in conferenza stampa mi hanno detto: “Ma perché questo e non l’altro?”, e poi magari qualcuno ha detto: “Ma perché non quella, ma l’altra ancora?”. È bello perché è un disco vario che può piacere a tanti.

Tante domande anche su instore tour e tour vero e proprio…
Gli instore sono una tappa obbligatoria, non tanto per la vendita, ma perché per l’artista è un modo di ringraziare. Non bisogna mai dare per scontato il fatto che si compri della musica, quindi questi incontri sono belli per abbracciare e ringraziare coloro che per quanto mi riguarda mi seguono da quando avevo 15 anni. Il tour invece è una cosa che non si può copiare, scaricare. È un momento di magia in cui non ci sono filtri. Ci saranno 6 eventi importanti, il tour nei club e poi il tour estivo.

Nel tour ci saranno degli ospiti, come magari Achille Lauro?
Non voglio svelare niente, ma ci saranno tante sorprese.