Cos’è la Trap e tutto quello che c’è da sapere

Nelle nostre orecchie italiane la Trap è esplosa negli ultimi due/tre anni e le sue origini risalgono alla fine degli novanta/primi anni duemila ed è una vera e propria rivoluzione che ha influenzato tutti gli altri generi.

In Italia la trap è un genere che fa discutere, che divide gli ascoltatori. C’è chi la ama e chi la odia. Oggi sentir definire un artista un trapper è diventato quasi una routine, ma da dove nasce la Trap? Qual è la sua essenza? Quella che voglio proporvi è una sorta di guida, di mappa per orientarvi e informavi sulle origini e le varie sfaccettature che questo genere comprende.

Le Trap House di Atlanta

La trap per assonanza viene associata al rap e questa associazione non è del tutto sbagliata, diciamo che potrebbero essere cugini. Essa è un sottogenere dell’hip hop e deriva dal southern hip hop degli Stati Uniti. Il termine ha origine dalle “Trap House” di Atlanta. Le Trap house sono case, appartamenti abbandonati dove gli spacciatori americani preparano le sostanze stupefacenti. Da qui si evince anche il tema della droga spesso trattato dai trappers. In italiano “Trap” significa “trappola” ed è il modo con cui gli abitanti di Atlanta, chiamano i palazzi abbandonati dedicati allo spaccio.

Inizialmente negli anni ‘90 la Trap non era un genere, ma identificava un luogo, poi negli anni 2000 è divenuta un genere musicale a tutti gli effetti. Bisogna precisare che la trap non è l’evoluzione del rap, ma è una sua corrente parallela. Uno dei primi ad utilizzare il termine trap è stato il rapper T.I. nel 2003. T.I. stesso in un’intervista ha precisato che il suo album “Trap Muzik” voleva mostrare il tipo di vita che si conduceva alcune zone della città dove droga e armi non erano una scelta.

Il sound

Come possiamo notare la trap ha precise caratteristiche sonore che la rendono inconfondibile. Tra queste caratteristiche troviamo kick pesanti, sub-bassi distorti tipicamente dub, hi-hat a velocità doppia, uso massiccio dei sintetizzatori e dell’autotune. Inoltre la trap si differenzia dal rap perché le linee vocali sono cantate e non parlate.

I precursori e l’evoluzione

Dopo T.I. anche altri artisti iniziarono a farsi influenzare dalla trap, tra tutti Rick Ross, Jeezy e Gucci Mane. In questo modo la trap si diffuse molto rapidamente in tutti gli Stati Uniti dal 2010. Da questo momento in poi si è sviluppata una vera e propria generazione di trappers: i Migos, Travis Scott, Lil Uzi Vert, Lil Pumpe molti altri.

La trap man mano ha inglobato nel suo sound anche altri generi. In primis il pop, la dance, l’elettronica; ma anche il raggaeton. Un esempio su tutti è J Balvin cantante colombiano che porta avanti e divulga il “latin trap”. Invece nelle produzioni hip-hop il confine con la trap si è assottigliato moltissimo. Basta ascoltare Drake o Kanye West per rendercene conto.

La Trap in Italia

Nel nostro paese la trap è esplosa nel giro di due anni e attualmente risulta essere il genere musicale preferito dai ragazzi. Ghali, Sfera Ebbasta, Capo Plaza, Tedua, Dark Polo Gang sono gli artisti che raggiungono i vertici delle classifiche e invadono le playlist di moltissime persone.
Rispetto alla Trap americana, quella italiana ha dei toni più scanzonati e per certi versi più superficiali. A mio parere in Italia è come se esistessero due filoni trap: da una parte si trattano tematiche sociali come fa Ghali e dall’altra troviamo tematiche come i soldi, la droga e le ragazze di facili costumi di Sfera Ebbasta e la Dark Polo Gang. Ghali è un artista più “raffinato”, “Happy Days” e “Cara Italia” hanno uno spirito diverso rispetto a “cupido” di Sfera e rispetto a “British” della DPG. Oggi Sfera Ebbasta è stato l’artista più ascoltato del 2018. È arrivato al successo nel 2015 e da allora non ha mai sbagliato una hit.

Spesso nei testi italiani il denaro viene rappresentato come igiene del mondo, possedere denaro è l’unico modo per emergere, per essere qualcuno. La DPG in questo ne è l’esempio, loro affermano nelle canzoni che i soldi determinano e delimitano la tua capacità di avere ragione. Nei esti trap la donna è dipinta come se fosse un oggetto da raggiungere e conquistare. Nel linguaggio dei trappers italiani vince chi urla più forte, vince chi ha più soldi.

Charlie Charles

Paolo Monachetti, 24enne di Settimo Milanese è attualmente il producer più talentuoso in Italia e ha dirlo sono i numeri delle classifiche e delle vendite. Dietro Sfera Ebbasta, Ghali e dietro tutte le hit trap c’è lui. Ma forse voi lo conoscete come Charlie Charles. Lui ha un carattere abbastanza schivo, preferisce rimanere nell’ombra e non esporsi troppo sotto i riflettori, ma è determinato nel suo lavoro.

“Per il genere che abbiamo portato noi, prima di tutto con Sfera, le influenze erano altre, terze, e Le influenze sono internazionali”. “Non voglio passare per spocchioso, ma quello che sto facendo in Italia è distintivo. Sento, nel mio piccolo, di aver dato qualcosa alla trap senza scadere nel banale”. Ha dichiarato Charles in un’intervista tempo fa.

Milano Roma e Genova

I tre poli italiani della trap si trovano a Roma, Milano e Genova. Milano naturalmente è il vertice, è la fonte da cui tutto nasce. In questa città infatti troviamo Charlie Charles, Ghali, Sfera. A Roma si è distinta la Dark Polo Gang, tanto che il Colosseo viene utilizzato spesso dal collettivo come simbolo. Qui troviamo anche Achille Lauro che tra pochissimo vedremo sul palco dell’Ariston a Sanremo.

A Genova si sono distinti i Wild Bandana che hanno dato origine a Tedua e Izi, due degli artisti più promettenti in circolazione. Tedua inoltre ha realizzato un featuring con Fedez che lo ha voluto all’interno del suo ultimo album “Paranoia Airlines”. Non possiamo dimenticare la componente campana rappresentata da Capo Plaza ed Enzo Dong che ha realizzato un brano per la popolarissima serie Tv “Gomorra”.