La musica e le canzoni da ascoltare, raccontare, vivere. In questo esatto ordine, che in realtà è quello alfabetico: perché ognuno di quei verbi all'infinito è importante allo stesso modo.
"Bellacanzone" è questo, una scommessa di un gruppo di mattoidi che un giorno hanno deciso di provarci. Ma questi cantanti, i big, quelli che ancora riempiono l'immaginario di milioni di persone, di che parlano quando parlano di se stessi e della loro creatività? Sono disposti a dircelo e, già che ci sono, a darci qualche esempio? Non sono concerti, non sono chiacchierate, non sono performance: gli appuntamenti di Bellacanzone saranno tutte queste cose insieme, mescolate con dosaggi che scopriremo in ognuna delle serate.
Chi avrà voglia di cantare di più, chi avrà voglia di parlare di meno, insomma, andiamo e vediamo.
Ma da Max Pezzali e le sue mille storie di una carriera senza confronti, ai due genialissimi Elio e Rocco Tanica (quanto conforto, in due decenni, nel sentirli tracciare le coordinate della dissacrazione musicale in un paese che si andava conformando sempre di più a modelli unici).
Al miracolo costituito da Davide Van De Sfroos, uno che in un altro paese sarebbe venerato come i folksinger americani di prim'ordine, l'Alberto Patrucco che ci cala nella dimensione francese di Brassens, e l'eccentrico Tricarico (l'unico che mi piace dei giovani è Tricarico, disse anni fa il principe De Gregori), il ritorno in grande stile di Daniele Silvestri.

Si canta, si parla o si fa musica? Venite a scoprirlo (insieme a noi, peraltro) nella suggestione fortissima della Ex Vaccari: per capirsi, un posto dove si andrebbe comunque anche se non succede niente, così, per descriverla agli amici. Sono serate che hanno l'aria di essere ricordate a lungo, non costa nulla e il giorno dopo è estate. Che volete di più?

Antonio Dipollina
la Repubblica