ELIO
Nato in una zona di Milano, in tenera età si trasferisce in
un'altra zona di Milano, ma sempre in periferia. Poi dopo tanti
anni va ad abitare fuori Milano, ma non tanto, dove abita
tuttora, ma in periferia nella zona dove era andato in tenera
età che ho detto prima. Milano, città che ha dato i natali ad
Elio, è anche la città dove va a scuola, elementari, medie,
liceo scientifico Einstein, con Mangoni, università di ingegneria
(politecnico) terminata con calma, scuola civica di musica
dove suona il flauto traverso e si diploma anche al
conservatorio G. Verdi di Milano, che però G. Verdi è nato
a Busseto ma non c'è neanche da fare il paragone per
scherzo. In più gioca a pallone nella Milanese, nel Fatima,
nel Corsico fino all'età di 18 anni, poi gioca a baseball nell'Ares,
sport che gli piace tuttora. Obblighi militari assolti dall'86
all'88, dal 1979 cerca di far divenire realtà il sogno di Elio e
le Storie Tese.
ROCCO TANICA
Rocco Tanica nasce da Maria Goffredo e Alfredo Tanica il 16 maggio 1961 ad Algeri,
dove il padre è diplomatico presso l'ambasciata spagnola. Ha quattro sorelle,
Anja, Carla, Loretta e Carol; Carol muore a tre anni per i postumi di un intervento
chirurgico, Rocco eredita il suo violino e prende le prime lezioni dal maestro
Fineschi. Abbandonato il violino si dedica al pianoforte sotto la guida del maestro Ahmadi, che lo presenta all'Accademia musicale di Algeri dove Rocco viene respinto
per motivi razziali. All'età di 9 anni tuttavia riesce a diplomarsi in pianoforte complementare al Conservatorio di Lisbona, e l'anno successivo (1971) si trasferisce
in Italia a Savona al seguito della famiglia. Partecipa come organista, sotto
diversi pseudonimi, ad alcune registrazioni di Nada, che tuttavia lo allontana
dopo breve tempo in seguito ad accuse mai provate di peculato. In quegli
anni si dedica anche allo studio del clarinetto e del corno francese ma con
scarsi risultati (a parte la realizzazione di un album strumentale per la Decca,
"Souvenirs of the printemps" - 1974 - realizzato con il nome d'arte di Luca
Popolo). Abbandonata ogni attività musicale dal 1975 al 1980, Rocco
completa gli studi superiori e si iscrive all'Università di Parma
(dove vive dal 1981 al 1985) fino alla laurea in Scienza dell'alimentazione.
Si unisce agli Elio e le Storie Tese nel 1986, prendendo il posto del primo
tastierista, Coriolano, venuto a mancare l'anno precedente. Non partecipa alla
composizione dei brani fino al primo EP per la Durium del 1988, "Ignifugo rovente",
nel quale suona anche il clarino ed è coautore di "Burago Molgora" e "Amami
fino ai vent'anni". Alla fine del 1989 esce "Elio Samaga Hukapan Karyiana Turu",
il primo lavoro ufficiale della band a vederlo pienamente integrato nell'organico
preesistente, che si è arricchito nel frattempo del percussionista Matteo
Ford e del trombettista Lucyano scritto con la ipsilon. Parallelamente
all'attività musicale con gli Elio e le Storie Tese, Rocco coltiva una
particolare passione per l'arte figurativa che lo porta ad intraprendere
l'attività di cartoonist (sue dal 1994 sono le vignette satiriche della
terza pagina del Lodz Observer, periodico polacco in lingua inglese) e quella
di incisore d'arte. Prende parte con piccoli ruoli d'attore a due film
("Spavaldi" di M. Bellocchio - 1995, e "Neanderthal prologue" di K. Coimbra).
Sposato con Diletta Melchiorre dal 1979 ha due figli, Petra e Miko, di 23 e
19 anni.
DAVIDE VAN DE SFROOS
Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, è nato a Monza (Mi) l'11
maggio 1965 ed è cresciuto a Mezzegra, nel cuore del lago di Como. Il suo
percorso musicale parte da lontano. Il primo gruppo in cui ha suonato a metà
degli anni '80, erano i Potage, un gruppo dalle atmosfere punk. Dopo un'esperienza
solista, forma un nucleo di musicisti con cui dà vita ai De Sfroos
(primi anni '90). Con mezzi artigianali, viene pubblicata un'audiocassetta live
intitolata "Viif". Nel 1995 esce "Manicomi", cd con cui avviene la consacrazione a
livello provinciale. Nel 1999 realizza il cd "Breva & Tivan", e quasi
contemporaneamente viene pubblicato il mini-cd, "Per una poma". Nel 2001 pubblica
"...E Semm partii"; che vince la Targa Tenco come "miglior album in dialetto", nel
2003 esce "Laiv", come preannuncia la "storpiatura inglese", un disco quasi interamente
registrato dal vivo che si aggiudica il disco d'oro. Infine nel 2005 l'album di inediti
"Akuaduulza", storie, leggende, tradizioni di "acqua dolce" racchiuse in 14 brani,
che ha avuto un ampio consenso di pubblico e critica. L'8 novembre 2008 Davide Van
De Sfroos ha ricevuto la TargaTenco 2008 per "Pica!" come "miglior album in dialetto".
Davide Van De Sfroos, dopo il successo del concerto in aprile al Datchforum di
Assago (Mi), dove ha registrato il tutto esaurito (12.000 presenti), proporrà
al pubblico oltre alle canzoni del suo ultimo album "Pica!" (che ha esordito
al 4º posto della classifica Fimi-Nielsen nella prima settimana di uscita)
anche i brani più importanti del suo repertorio che da tempo non vengono
proposti al pubblico. Sul palco Davide Van De Sfroos sarà accompagnato da
Angapiemage Galliano Persico (violino), Francesco Piu (chitarre, banjo, lapsteel),
Paolo Legramandi (basso), Silvio Centamore (batteria, percussioni) e Davide "Billa"
Brambilla (fisarmonica, tromba, tastiere).
ALBERTO PATRUCCO
Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Suona il pianoforte
dall'età di nove anni, poi, come spesso accade, si innamora della chitarra,
strumento più agile e teatrale. Questa formazione, la conoscenza del ritmo e
della musicalità, avrà un peso determinante nella costruzione del suo
modo di fare teatro e dei suoi monologhi.
Debutta ufficialmente nel 1976 al "Teatro Cabaret La Bullona" in Corso Sempione a
Milano. Alla corte di Ferruccio Silvano, il direttore artistico del locale (uno che,
prima di mandare in scena qualcuno, voleva leggere il testo scritto…), Patrucco
entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l'etica e il modo di intendere
e fare spettacolo di quegli anni.
Il "battesimo" avviene in una serata con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso
nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quegli anni ricordiamo il grande Gianni
Cajafa, Roberto Brivio, Walter Valdi e l'allora giovanissimo Maurizio Micheli.
La proposta artistica di Patrucco è semplice e in linea coi tempi: monologhi e
ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, per raccontare storie con parole
e canzoni originali, per lo più umoristiche.
Tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, inizia un'intensa attività
in molti locali milanesi (tra cui, "Il Jolly", "Il Refettorio", "Le Cupole",
"La Brasa"...) e affronta, nelle allora nascenti tivù private, le prime
esperienze televisive (in particolare, su "Antenna Nord" - l'attuale "Italia 1",
allora di proprietà dell'editore Rusconi - conduce "Dedicomania", un programma
comico ispirato dal vivace mondo delle radio libere).
Con il boom commerciale del cabaret, sulla scia della fortunata trasmissione
"Drive In", Patrucco, grazie alle sue grandi doti dimostrate sul palco ed al
proliferare di agenzie di spettacolo, allarga il suo raggio d'azione in tutta
Italia. Dal 1980 al 1990 propone una serie di spettacoli che a buon diritto
entrano nella storia di questo genere.
Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo
satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo
le canzoni solo in qualche occasione. Sono di quegli anni gli spettacoli:
"Girala terra gira", "Superfluomania", "Kitsch Boom", "Pesi Massimi" e
"Contromano".
A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione
passando, prima attraverso "zelig" (2000 - 2003), per approdare poi alla
trasmissione "colorado café" (2004 - 2006) e diventando un personaggio
di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali
("Funari news", "Ballarò", "Glob", "Crozza live"...)
è in questo periodo che elabora l'argomento centrale del suo cabaret,
ovvero, l'originale tesi del "pessimismo comico" che prenderà vita
attraverso tappe precise e ben delineate:
- dal 2000 al 2005 elabora "tempi bastardi" (libro mondadori e spettacolo)
- dal 2006 "vedo buio!" (libro mondadori e spettacolo)
dal 2002 l'impegno creativo, motore degli spettacoli dal vivo, delle pubblicazioni
e dei monologhi televisivi, è condiviso con antonio voceri.
Nel 2005, gli viene assegnato il "premio charlot (cabaret con la k)" e, nel 2007, il
"premio walter chiari", il "premio satiroffida" e il "Delfino d'oro".
Tutta l'opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco
work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del "pessimismo
comico".
L'autore è alla perenne ricerca della singolare normalizzazione di
questo tema che racchiude la sua visione del mondo.
Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà
rivoltandola e trovando gli amari ed esilaranti lati comici.
Patrucco si caratterizza per un accostamento corretto alle varie forme
di comunicazione che si trova ad affrontare. Per lui esiste una chiara
distinzione tra approccio al libro e approccio allo spettacolo. La scrittura
rimane l'elemento centrale del discorso artistico, il punto di partenza:
il contenuto comico è più importante dell'effetto esilarante.
MAX PEZZALI
Massimo, in arte "Max", Pezzali (Pavia, 14 novembre 1967) è un cantautore
italiano, leader e voce degli 883, solista e scrittore.
Appassionato fin da giovane di musica rock, tra i banchi di scuola conosce
Mauro Repetto. Con lui comincia la sua carriera musicale. Dopo l'incisione di
Non me la menare (1991), il duo, con il nome di 883, inizia a scalare le
classifiche con grandi successi come Hanno ucciso l'uomo ragno, Con un deca,
Sei un mito e Come mai. L'album Nord sud ovest est vende oltre 1 milione e
300 mila copie.
Quando nel 1994 Repetto abbandona il gruppo, 883 diventa sinonimo di Max Pezzali
e viceversa. Altra serie di successi: La donna, il sogno & il grande incubo
(1995), La dura legge del gol (1997), la fortunata raccolta Gli anni nel 1998,
Grazie mille nel 1999 e Uno in più nel 2001.
Il concerto del 21 luglio 1998 a Milano in Piazza Duomo, registra più di
100 mila persone e nel 2001 un sondaggio dell'Abacus definisce Max Pezzali
come il personaggio più amato dai giovani.
Nel 2002 Max pubblica Love/ life, una raccolta che contiene le più importanti
ballads del gruppo con l'aggiunta di due inediti: Ci sono anch'io (colonna sonora
italiana del film Disney "Il pianeta del tesoro") e Quello che capita. Si firma
con il nome Max Pezzali/883, come a presagire la fine dell'era 883 e l'abbandono
del marchio per l'inizio di una carriera solista.
Nel 2004 esce il suo primo album da solista. Il mondo insieme a te: 2 dischi
di platino, 250.000 copie vendute, tre singoli che scalano le classifiche: Lo
strano percorso, tormentone estivo, Il mondo insieme a te e Fai come ti pare.
Nel 2005, esce la raccolta TuttoMax. Nonostante non contenga neanche un
brano inedito, il doppio cd resta per ben 10 settimane in vetta alle
classifiche italiane e riceve 4 dischi di platino per le oltre 320.000 copie vendute.
Il 2005 è anche l'anno in cui Max Pezzali torna al Festival di Sanremo,
dopo 10 anni e in veste di ospite.
Nel 2007 pubblica l'attesissimo nuovo album Time Out, disco di platino ancora
prima dell'uscita nei negozi per le 80.000 prenotazioni registrate. Il Max
Pezzali 2007 Tour, in giro per i palazzetti d'Italia registra il tutto esaurito.
Oltre alla musica, Max Pezzali si dedica alla scrittura: nel 1998 pubblica
Stessa Storia, Stesso Posto, Stesso Bar (dall'incipit di Gli Anni, uno dei
suoi brani più celebri), un libro in cui Max ricollega le proprie
esperienze di vita ai testi delle sue canzoni.
Nel 2008 esce il suo primo romanzo Per prendersi una vita (ed. Baldini Castoldi),
la storia di quattro ragazzi che in un'estate cambiano per sempre le loro vite.
Il libro è stato per settimane nei primi posti delle classifiche di
vendita.
A giugno ha ritirato il premio alla carriera al TRL Music Awards su MTV.
Dopo oltre 17 anni di carriera e dopo 13 anni di tour, la discografia di
Max Pezzali è stata impreziosita da un album Live. Il 23 maggio è
uscito infatti Max Pezzali Live 2008, il primo Cd+Dvd live della sua carriera.
TRICARICO
Tricarico, classe 1971. Ha iniziato a suonare da giovanissimo e si è diplomato al Conservatorio di Milano. Ha girovagato con una piccola band suonando jazz nei locali milanesi,
si è esibito per qualche mese anche a Parigi. Nel settembre 2000 esce il suo primo cd singolo dal titolo "Io sono Francesco": una storia vera, ma non è importante sapere di chi. È una storia che riguarda tutti, è universale ed æ antica come il sorriso e le lacrime. Il cd singolo è un autentico successo: disco di platino, riconoscimenti e nomination (una al P.I.M come "Canzone dell'anno" e una agli Italian Music Awards prima e seconda edizione). Nel mese di Giugno 2001 è ospite del "Premio Città di Recanati - Nuove tendenze della Canzone Popolare e d'Autore" dove si esibisce per la prima volta dal vivo proponendo "Io sono Francesco" e "La Neve Blu" con piano e voce. A luglio è la volta del Premio Lunezia, che riceve ad Aulla. La giuria vota "Io sono Francesco" miglior testo di un autore emergente. Seguono altri due singoli: "Drago", prodotto da Tricarico stesso e "La pesca" che ricevono recensioni positive e confermano il grande profilo artistico dell'autore. A maggio 2002 giunge finalmente il momento di pubblicare l'album "Tricarico" che unisce i singoli e i brani fin ora pubblicati, raccogliendoli come in uno scrigno, assieme a nuovi brani, come il viaggio tra le stelle di "Caffé" o la commovente "Musica", vera dichiarazione d'amore per la vita, una vita che proprio la musica ha salvato. Invitato personalmente da Jovanotti ad aprire i concerti del suo Quinto Mondo Tour, Tricarico debutta sulla scena live con un set di canzoni che presenta al grande pubblico il suo primo album. Settembre 2003: Francesco incontra Patrick Benifei (Casino Royale, Soul Kingdom) e Fabio Merigo (Reggae National Tickets) con i quali produce e arrangia il suo nuovo lavoro dal titolo "Frescobaldo nel recinto", che esce nel 2004. Un album di 10 canzoni che spaziano dal funk, al soul, passando dal punk-rock e dalla canzone d'autore. "Frescobaldo nel recinto" è un disco solare che tratta temi universali quali: la guerra, l'amore, la spensieratezza, la fantasia adolescenziale, i sogni. Tricarico si riconferma un incantatore, capace di portarti via con la sua musica e di metterti davanti a tutta la felicità e la malinconia del mondo facendoti stare bene.
Dopo tre anni di ricerca artistica e crescita personale, il 2007 inizia all'insegna del rinnovamento: con il supporto del nuovo management curato da Adele Di Palma per "Cose di Musica", Tricarico cambia anche casa discografica, arrivando alla SonyBmg. Il brano che segna l'inizio di questo nuovo capitolo della sua carriera si intitola "Un'altra possibilità". Entrato con successo nella programmazione radiofonica, il 5 ottobre viene pubblicato su cd singolo, insieme con l'inedito "Libero". Tricarico scrive "La situazione non è buona" per Adriano Celentano, il quale prende spunto da questo brano per il titolo del suo nuovo album e del grande evento televisivo di cui è protagonista il 26 novembre 2007 su Rai 1. Tra gli ospiti del programma, Celentano chiama accanto a se' anche Tricarico.
Tricarico partecipa al Festival di Sanremo 2008 con il brano "Vita Tranquilla", di cui ha composto musica e testo. Le sue esibizioni, particolarmente intese e originali, colpiscono il pubblico e alla serata finale riceve il Premio "Mia Martini" della critica. Segue la pubblicazione del nuovo album "Giglio". I brani, tutti inediti, confermano una personalità artistica fuori dagli schemi, in grado di toccare con rara sensibilità le più profonde corde dell'anima ma anche di regalare testi visionari, sfumati d'immaginazione e leggera ironia. Il 30 aprile 2008 prende il via "Giglio Tour" che porta Tricarico ad esibirsi in tutta Italia. Il successo è tale che la tournée viene prolungata fino a settembre. In particolare, Elisabetta Sgarbi lo chiama ad esibirsi sul prestigioso palcoscenico della Milanesiana, occasione da cui scaturisce un bellissimo incontro con lo scrittore Paulo Coehlo. Tricarico ha modo di conoscere Gianni Morandi e la reciproca stima porta Tricarico a comporre un nuovo brano per Morandi. La canzone, dal titolo "Un altro mondo", diventa il primo singolo del nuovo album di Morandi "Ancora … grazie a tutti". Al Festival di Sanremo 2009 Tricarico presenta il brano "Il bosco delle fragole", di cui è autore. Il brano farà parte del nuovo album di inediti, in uscita subito dopo il Festival.
DANIELE SILVESTRI
Daniele Silvestri (Roma, 18 agosto 1968) cresce artisticamente in una cover band
ispirata ai 'Duran Duran' dopo aver rinunciato al motorino in cambio di una tastiera
e fino ai vent'anni gira l'Europa in Interrail. Nel 1994 pubblica il suo album
d'esordio, intitolato semplicemente "Daniele Silvestri". Vince il Premio Tenco
come migliore opera prima dell'anno; fa il bis nel referendum della rivista
"Musica& Dischi" (sempre come miglior esordio) e partecipa a "Sanremo giovani"
con il brano "Voglia di gridare", che lo porta sul palco del Teatro Ariston.
Partecipa nella sezione "Giovani" del Festival di Sanremo 1995 con "L'uomo col
megafono". Come spesso succede a Sanremo, l'ultimo posto in classifica, sarà
sinonimo di successo discografico: il suo talento viene riconosciuto subito da una
giuria di autori, che assegna il Premio Volare a "L'uomo col megafono" come miglior
testo letterario della gara sanremese.
Il secondo album, "Prima di essere un uomo", conquista il disco d'oro. Il singolo
estivo "Le cose in comune", uno dei più programmati dalle radio, vince il
Premio Tenco come miglior canzone dell'anno. Nel 1996 firma la sua prima colonna
sonora ("Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi)
e incide "Il dado" per cui riceve il Premio Ciampi e il Premio Mariposa. Scrive
i testi di due canzoni ("Iolanda" e "Sete") per la commedia teatrale "Domani
notte a mezzanotte qui" di Angelo Orlando. Dopo il teatro, si cimenta anche nel
cinema: compone le musiche del film "Barbara" (con Valerio Mastandrea). Torna
in gara al Festival di Sanremo nel 1999 con il brano "Aria" contro la pena di
morte per cui riceve il Premio della Critica, intitolato a Mia Martini, e
quello della giuria per il miglior testo. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas",
il suo quarto album.
Nel 2002 con "Salirò". Nel 2003 è di nuovo al concerto del Primo
Maggio a Roma suonando "Il Mio nemico", con cui vince il Premio Amnesty ed esce
il suo primo libro "L'autostrada".
A Gennaio del 2004 esce il doppio CD Live "Livre Transito" preceduto dal
singolo "Kunta Kinte" scritto a 4 mani con Frankie Hi-Nrg. Il 4 ottobre torna
a Maputo per il secondo concerto in Mozambico, questa volta insieme
all'amico ed ex suo bassista Max Gazzè.
Nel 2007 torna a Sanremo con "La paranza" ed esce il suo sesto album di inediti
"Il Latitante" da cui vengono estratti i singoli "Gino e l'alfetta" e
"A me ricordi il mare".